Le generazioni future provano a prendersi il presente. Contro il patriarcato e le guerre

È stato un corteo rivendicativo e allo stesso tempo festante quello che stamattina ha attraversato le vie di Milano. E giovane, giovanissimo. Studentesse e studenti sono scesi in piazza per lo sciopero transfemminista. Dopo il corteo cittadino di ieri, che ha portato in strada diverse migliaia di persone, oggi Milano ha visto un’altra mattinata di lotta.
“I nostri corpi valgono, noi scioperiamo”, diceva il manifesto di convocazione della giornata. Una medusa viola lanciava strali contro il patriarcato e le differenze di genere. La generazione futura stamattina ha voluto prendersi il presente e dire la propria. I bersagli diversi: le guerre nel mondo portate avanti da maschi vecchi e intrisi di cultura patriarcale, ma anche le questioni italiane, come il ddl Bongiorno e il libero consenso e il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara che nega l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Tutto questo mentre gli ultimi rapporti parlano di un gender gap (la differenza di stipendio tra uomini e donne) sempre altissimo. Tutte cose a cui ribellarsi con forza e determinazione ma anche con gioia e un sorriso. Perché, dice una giovane militante di Non Una Di Meno, “se non si balla non è la mia rivoluzione”.


