Le certezze scientifiche non arrivano con uno schiocco di dita

Giovedì mattina nella trasmissione “Il Demone del tardi“, qui a Radio Popolare, il nostro Gianmarco Bachi ha proposto un’esilarante carrellata di opinioni dei virologi ed epidemiologi vari sulla seconda dose – eterologa o Astrazeneca o nessuna delle due – e ovviamente non c’era un parere uguale a un altro, tutti dicevano una cosa diversa, e di qui appunto l’effetto comico: che però allo stesso tempo era tragico, perché è tragico lo spaesamento di noi tutti davanti alla scienza che parla così, senza darci certezze, senza dirci cos’è giusto o sbagliato
Abbiamo un disperato bisogno di certezze, dopo un anno e mezzo di pandemia.
Abbiamo un disperato bisogno di certezze che però la medicina non può darci, semplicemente perché la medicina non è una scienza esatta, è un sapere prezioso che però procede per sperimentazioni e sì, anche per errori.
È sempre stato così, ed è attraverso le sperimentazioni e gli errori fatti nel passato che noi oggi abbiamo la medicina più evoluta che l’umanità abbia mai avuto, e ogni generazione che seguirà ne avrà una ancora più evoluta .
La medicina non è una scienza esatta, noi le chiediamo certezze e lei ci propone tentativi, questo ovviamente non ci piace, ci lascia spaesati.
Eppure è l’unica arma che abbiamo, l’unica a cui possiamo affidarci. Altre non ce n’è, se non il pensiero magico, il fatalismo, la rinuncia, la catastrofe assoluta dei 50 milioni di morti di Spagnola, giusto un secolo fa.
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