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L’ansia climatica impedisce ai più giovani di immaginare un futuro

Nel momento in cui una questione globale diventa personale, tutto cambia. Cambia l’intensità con cui il problema viene percepito e cambiano gli effetti che ha sulla vita di tutti i giorni. E’ quello che, secondo un sondaggio condotto da sei università nel mondo, sta succedendo con la crisi climatica. I testati sono 10mila ragazzi e ragazze, sparsi in 10 paesi in giro per il mondo, con un età compresa tra i 16 e i 25 anni. L’argomento è l’ansia climatica, o anche detto: l’effetto che il riscaldamento globale ha sulla psiche dei più giovani.

Il 60% delle persone interrogate si è detto preoccupato o molto preoccupato per il futuro, che viene dipinto come “spaventoso” e il 45% pensa che l’ansia legata al clima influenzi la loro vita quotidiana in diversi aspetti. Quattro ragazzi su dieci, per paura delle conseguenze che la crisi climatica avrà sul nostro pianeta, si dicono dubbiosi quando si parla di mettere al mondo dei figli. Per molti, soprattutto per le persone anagraficamente più grandi, reazioni di questo tipo possono sembrare esagerate, o addirittura forzate. Ma non è così. Uno dei ragazzi intervistati, ha detto: “Per i giovani è diverso. Per noi la distruzione del pianeta è un fatto personale”. E’ questo passaggio, dal globale al personale, a far sì che il pericolo che corre il pianeta non venga più percepito solamente come un rischio lontano, ma come una minaccia reale e imminente per il futuro prossimo.

A tutto questo, sempre guardando le risposte che i ragazzi hanno dato, si aggiunge la sensazione di essere stati traditi dalle generazioni precedenti e abbandonati dai governi, che non fanno abbastanza per assicurare ai più giovani un futuro. Lo stress, probabilmente accentuato dalle conseguenze della pandemia che – di fatto – ha dato un assaggio piuttosto reale di che aspetto potrebbe avere una catastrofe globale, influenza ogni lato della vita dei più giovani, soprattutto quelli che riguardano lo sguardo in
prospettiva. Per i ragazzi è impossibile pensare al futuro senza immaginarsi l’impatto che il riscaldamento globale avrà su di esso. Un impatto che, mai come quest’anno, sembra essersi già parzialmente materializzato davanti ai nostri occhi. Ed è per questo che l’ansia e le paure dei ragazzi non possono essere bollate come irrazionali: se si ascolta la scienza, non potrebbero avere paure più razionali.

Foto | “Bike for Future” a Milano, marzo 2021

  • Autore articolo
    Martina Stefanoni
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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    Neil Young e l'appello ai giovani americani: "Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni."

    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

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