Land 02, la compilation degli artisti libanesi per sostenere la popolazione sfollata in Libano

Studio di registrazione e collettivo sonoro cruciali per la scena alternativa e sperimentale di Beirut nel nuovo millennio, i Tunefork Studios sono stati creati nel 2006 da Fadi Tabbal, produttore e polistrumentista all’epoca attivo con una serie di band libanesi di rock psichedelico, indie rock, punk, post-punk ed elettronica. Manager di Tunefork Studios è Julia Sabra, vocalist, polistrumentista, autrice di musiche e testi. Tabbal e Sabra collaborano da una decina d’anni, e hanno dato vita ad un sodalizio chiamato Snakeskin, all’insegna di un pop elettronico di fisionomia ambient e industrial, che ha debuttato discograficamente nel 2022.
Nel 2024 i Tunefork Studios avevano preso l’iniziativa di una raccolta intitolata Land 01, sottotitolo A compilation for the displaced in Lebanon, ovvero “una compilation per gli sfollati in Libano”, cioè a beneficio dei libanesi che a causa del conflitto fra Israele ed Hezbollah scoppiato dopo il 7 ottobre 2023, ed intensificatosi nel 2024 con i bombardamenti israeliani su Beirut e l’invasione israeliana del libano meridionale, si sono trovati con le loro case distrutte o – spesso per esplicito ordine dell’esercito di Tel Aviv – hanno dovuto lasciare le aree coinvolte nei combattimenti o minacciate dai raid israeliani. La raccolta è uscita nel dicembre 2024, poco tempo dopo il raggiungimento di una tregua; ma con la tregua, peraltro spesso violata da Israele, il problema degli sfollati è rientrato solo in parte, e adesso è drammaticamente amplificato dalla ripresa in marzo della guerra fra Israele ed Hezbollah seguita all’aggressione di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran: oltre un milione di libanesi, circa un quinto della popolazione, è senza casa.
Così i Tunefork Studios hanno rilanciato, pubblicando a tamburo battente in digitale – in vendita sulla piattaforma Bandcamp – Land 02 e Land 03. Allestite in urgenza per rispondere ad una situazione di urgenza – facendo appello a musicisti libanesi attivi in patria, o della diaspora, o che, come molti, vanno e vengono, o amici di altre nazionalità, e dando agli artisti pochissimi giorni per sottoporre brani live o di studio, vuoi già pronti vuoi realizzati sul momento, ma in ogni caso inediti – le due raccolte sono orientate al pop e alla canzone la prima e all’ambient e alla sperimentazione la seconda.
In Land 02 figurano brani della stessa Julia Sabra, sia individualmente che con Snakeskin, così come col gruppo pop Postcards di cui è la cantante, e inoltre di Scrambled Eggs, pionieri negli anni novanta del rock indie di Beirut, di Yasmine Hamdan, da anni di base a Parigi, figura emblematica del nuovo pop libanese, e di Zeid Hamdan, che con lei diede vita allo storico duo elettropop Soap Kills e che è oggi una delle figure più in vista della musica libanese. In Land 03 si trovano invece fra gli altri brani di Fadi Tabbal e di Mazen Kerbaj, da alcuni anni trasferitosi a Berlino, trombettista ed esponente di una improvvisazione radicale estrema: come titolo del suo brano ha scelto I Hope Netanyahu Will Be Dead When You’ll Listen to this Piece, “Spero che Netanyahu sarà morto quando ascolterete questo pezzo”.
Malgrado le drammatiche circostanze nelle quali sono state allestite, le due raccolte rispecchiano la ricchezza e la brillantezza della scena libanese: già dalla fine del secolo scorso in assoluto la più vivace, sviluppata e articolata di tutto il Medio Oriente, che non solo è stata capace di fare fronte a grandi difficoltà materiali, ma che nell’elaborazione dei traumi della guerra civile, dell’occupazione israeliana e dei conflitti con Israele ha trovato un importante fattore di creatività. Il ricavato degli album è destinato a Beit Aam, una organizzazione di base che fornendo assistenza e generi di prima necessità cerca di supplire al vuoto di intervento dello stato libanese.
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