La Spagna vara un piano da 5 miliardi per contrastare la crisi energetica

Il governo spagnolo ha approvato un piano di aiuti da 5 miliardi di euro. Il pacchetto comprende 80 misure per contrastare gli effetti economici della guerra in Medio Oriente e dell’aumento del prezzo di gas e petrolio. Pedro Sánchez ha presentato il piano dopo una complessa negoziazione tra le forze di governo: norme che entreranno in vigore già questo sabato e dureranno per tutto il tempo necessario.
L’IVA su benzina, gasolio, luce e gas scenderà dal 21% al 10% e le accise sugli idrocarburi saranno ridotte al livello minimo consentito dall’Unione Europea. Tagli fiscali che dovrebbero ridurre il prezzo del carburante fino a 30 centesimi al litro. Inoltre, l’imposta speciale sull’elettricità passerà dal 5% allo 0,5% per alleggerire le bollette. In Spagna il prezzo della benzina si attesta su 1 euro 80 centesimi, e con il taglio alle accise scenderà attorno a 1.60. Sostanzialmente allineato con i primi giorni della guerra ma ancora più alto rispetto agli 1.40 di febbraio.
I professionisti dei trasporti, dell’agricoltura e della pesca riceveranno poi un aiuto diretto di 20 centesimi al litro. Il piano prevede anche sussidi per l’acquisto di fertilizzanti per contenere i prezzi alimentari. Il prezzo del gas butano e del propano resterà congelato per proteggere le famiglie. Infine, le imprese che beneficiano di aiuti pubblici non potranno licenziare i lavoratori per ragioni economiche.
Il governo di Madrid ha poi approvato un secondo decreto per intervenire sul mercato immobiliare. La misura prevede il congelamento degli affitti per i contratti in fase di rinnovo. Questo intervento sulla casa è stato fortemente voluto dal socio di governo Sumar. Il governo attiverà inoltre un controllo rigoroso sui margini di profitto delle grandi imprese. Misure approvate solo dopo la forte pressione del partito di sinistra Sumar, convinto che un governo progressista non possa limitarsi a tagliare le tasse se poi le imprese non trasferiscono il risparmio ai consumatori.
Sánchez ha deciso di dividere il pacchetto di aiuti in due decreti proprio per gestire la propria debolezza numerica in parlamento. Sull’approvazione del decreto “principale” sui tagli alle accise non ci sono dubbi. Ma il decreto sulla casa che congela gli affitti è in bilico: lo stesso Sánchez ha ammesso che parte della maggioranza probabilmente si staccherà, provocando la bocciatura delle misure destinate a proteggere affitti e lavoratori.
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