Flotilla abbordata, attivisti sequestrati. La marina israeliana spara sulle imbarcazioni

Tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state bloccate dalla marina israeliana. Su navi militari e corvette è in corso il trasferimento degli attivisti catturati al porto israeliano di Ashdod, oltre 500 persone. Durante gli arrembaggi sono stati sparati colpi d’arma da fuoco, come hanno denunciato gli organizzatori della missione umanitaria. Si conclude così, con le barche sequestrate l’una dopo l’altra, in pieno giorno, dall’IDF.
di Diana Santini
Tutte le 50 barche che attualmente facevano parte della Flotilla (al netto delle 21 già bloccate e distrutte il 29 aprile scorso al largo di Creta) sono state ormai catturate. A bordo c’erano circa 500 persone, provenienti da oltre 40 Paesi: circa la metà è stata trasferita su una grossa nave militare israeliana (per la maggior parte si tratta degli attivisti intercettati ieri) mentre gli altri si trovano divisi su corvette più piccole: tutti sono attesi al porto di Ashdod, in Israele, entro la serata. Tra loro ci sono 29 italiani. Visto il trattamento subito dagli attivisti nelle scorse occasioni simili (ad aprile, ma anche l’anno scorso) c’è preoccupazione, sia per le ore trascorse da chi è stato preso ieri, sia per quello che potrebbe succedere all’arrivo in Israele.
Bisogna poi riferire della denuncia degli attivisti sulle modalità usate dall’IDF durante gli abbordaggi: gli attivisti hanno diffuso dei video in cui si vedono chiaramente i soldati puntare armi contro gli equipaggi e poi fare fuoco, probabilmente usando proiettili di gomma. Il ministro Tajani ha fatto sapere di avere chiesto a Tel Aviv una verifica urgente su questa denuncia: ma per il resto, l’attacco in acque internazionali e il sequestro di persone che non stavano compiendo alcun reato non ha avuto niente da dire, perlomeno oggi. Il ministero israeliano ha precisato poi poco fa di avere utilizzato armi non letali.
Naturalmente l’assalto alle barche sta suscitando molti commenti politici. Molti esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle chiedono al governo di proteggere i 29 connazionali. Dal governo oggi nessuno ha parlato di rilascio.
Una considerazione infine, per così dire, di metodo. Stavolta Israele ha cambiato strategia. Innanzitutto agendo a diverse riprese. E poi agendo in pieno giorno, davanti alle telecamere, a conferma del fatto che non teme il giudizio della pubblica opinione internazionale e nemmeno possibili conseguenze legali di atti non propriamente conformi al diritto internazionale.
Articoli correlati


