La Serbia cambia pagina. Gli studenti vincono le elezioni contro Vucic

I serbi hanno scelto e l’hanno fatto in grande stile. Dopo due anni ininterrotti di proteste pro-democrazia e Stato di diritto, alle elezioni di ieri la Lista degli Studenti ha conquistato al primo colpo la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, con un 52% dei voti che fa ancora più impressione se si tengono in conto due fattori.
Primo, che quello che due anni fa era nato come un movimento studentesco senza leader né chiara struttura, si è organizzato dal basso e con una democrazia partecipativa tale da portare circa 140 professionisti di diversi campi in Parlamento per cambiare finalmente la faccia di una Serbia incancrenita da 10 anni di corruzione, clientelismo ed erosione dello Stato di diritto.
Secondo, che gli studenti sono riusciti a mantenere altissima la coscienza civica della popolazione serba, che ha risposto in massa, con un’affluenza che ha superato qualsiasi aspettativa e si è attestata attorno al 70%.
È così che le frodi, le irregolarità e la violenza segnalata in numerosi seggi elettorali non sono servite a fermare l’onda degli studenti, che ora devono prepararsi alla fase due: governare il Paese per davvero, e mettere in pratica le promesse di trasparenza, separazione dei poteri e democrazia.
Ma intanto è ancora tempo di festeggiamenti a Belgrado e in tutta la Serbia, che sono continuati per tutta la notte con scene di esplosione di gioia che in larga parte d’Europa ormai colleghiamo quasi solo alla vittoria in grandi eventi sportivi.
Invece i serbi hanno vinto una partita più importante il 25 ottobre, e il grande sconfitto è Aleksandar Vučić, l’ex-presidente che dopo 14 anni al potere dovrà ora guardare dall’opposizione il futuro governo che ha già etichettato come “emanazione di forze occidentali”.
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