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La promessa di una casa per gli occupanti della piscina Scarioni

piscina scarioni

All’esterno della piscina Scarioni gli striscioni dell’occupazione restano lì appesi. Dal cancello s’intravede l’addobbo natalizio di un “albero dei desideri e dei diritti”. Dentro qualche occupante c’è ancora e non è difficile immaginare che cosa possa desiderare: una casa a prezzi che a Milano sono introvabili e una casa che, per poterci entrare, non guardi all’accento o al colore della pelle.
Più di trenta migranti sostenuti dalla rete solidale “Ci Siamo” hanno passato settimane e mesi nella piscina Scarioni. Alle spalle hanno un incendio, notti trascorse in tenda davanti al Politecnico di Milano, due o tre sgomberi e giorni senza una doccia calda. Ora, dopo un paio di incontri con gli assessorati alla sicurezza e al welfare del Comune, hanno davanti a sé un percorso. Lungo e accidentato, ma un percorso. Casa Jannacci, il centro di accoglienza comunale che ospitava già le famiglie di occupanti almeno per la notte e per i pasti, darà una sistemazione temporanea anche agli adulti soli. Alcuni di loro lavorano nella ristorazione o nei magazzini della logistica, anche di notte. Avranno un posto dove riposare di giorno con una piccola deroga al regolamento.
Prima di avere un alloggio potrebbero ancora volerci più di sei mesi di attesa, ma i 120 appartamenti comunali sfitti da poco assegnati con il progetto “Case ai lavoratori” alla cooperativa sociale Il Melograno danno almeno la speranza di arrivarci. La strada resta in gran parte da tracciare, ma dopo le discriminazioni, le occupazioni e gli sgomberi una risposta che ha come punto d’arrivo una casa a prezzo calmierato è un primo passo.

  • Autore articolo
    Luca Parena
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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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    Un papavero rosso racconta l’amore ai tempi della Resistenza

    Lea Gemelli, ghost writer in crisi, vuole scoprire la storia del suo prozio Lionello, partigiano morto in guerra. Con l'aiuto di un archivista gentile risale al 1940, quando Lionello e Dina si incontrano su un treno diretto al fronte e vengono travolti dalla guerra e dall’amore. Grazie alla loro storia, anche Lea riuscirà a riconciliarsi con sé stessa. Il libro inaugura la collana "Amanti" della casa editrice indipendente iDobloni. L’autrice Sara Magnoli ne ha parlato con Ira Rubini.

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