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La nave nera insegue la nave delle Ong

La nave dell’estrema destra C-Star, che fa capo al gruppo Generazione Identitaria, ha incrociato e inseguito per alcune miglia, oggi al largo delle coste libiche, la nave Aquarius gestita dalla Ong Sos Méditerranée assieme a Medici Senza Frontiere. Dopo alcune miglia Aquarius è riuscita a distanziare la C-Star. Un episodio gravissimo che avviene al culmine dell’attacco alle Ong

Radio Popolare ha verificato l’inseguimento della Aquarius da parte della C-Star, il cui equipaggio è composto da mercenari e da militanti dell’estrema destra. Il settimanale Famiglia Cristiana, in una inchiesta, ha svelato come la C-Star stia facendo operazioni di spionaggio delle attività delle Ong, passando poi i dati all’Aise, i servizi segreti italiani. Dati che sarebbero stati usati per dare il via alle inchieste. Uno scenario aggravato dal fatto che i dati raccolti sulle attività delle Ong sarebbero in realtà stati contraffatti.

E’ un clima pesantissimo quello in cui, tra l’altro, si delinea la missione militare italiana in Libia, con quello che di fatto sarà un blocco navale per fermare le partenze. Oggi la Guardia Costiera libica ha affermato di avere salvato e arrestato, questa la formula scelta, 826 persone, che finiranno nei centri di detenzione libici.

Amnesty International e diverse organizzazioni hanno denunciato quei centri, dove avvengono stupri, violenze, torture, uccisioni.

 

 

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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    Centinaia di migliaia di persone in 50 città, secondo gli organizzatori, tanti studenti e movimenti per la Palestina insieme ai lavoratori hanno animato le piazze dello sciopero generale indetto unitariamente dalle sigle del sindacalismo di base contro la manovra economica. Una manovra di guerra, condizionata dalla necessità di aumentare le spese militari e che taglia salari e stato sociale, il centro della protesta. A Roma la manifestazione si è concentrata davanti a Montecitorio, molto partecipati anche i cortei di Milano e di Genova, aperto dai lavoratori portuali insieme a Greta Thunberg. A Torino un gruppo di manifestanti a volto coperto ha fatto irruzione nella redazione de LA Stampa, vuota per lo sciopero, lasciando scritte e buttando all’aria materiali di lavoro. Il Cdr e il sindacato dei giornalisti hanno duramente condannato l’atto. A Venezia ci sono state cariche e l’uso di idranti quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere la sede dell’industria militare Leonardo. Le interviste realizzate al corteo di Milano da Martino Fiumi.

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    1) Tutti gli uomini del presidente Zelensky. Il braccio destro del presidente ucraino, Andriy Yermak, si dimette dopo lo scandalo corruzione. (Chawki Senouci) 2) Impunità e silenzio internazionale. Dalla Cisgiordania a Gaza, il governo israeliano uccide con le armi e con la burocrazia. (Giulio Cocchini - CESVI) 3) Intercettare i migranti ad ogni costo. La Francia, su pressione del Regno Unito, sperimenta nuovi pericolosi metodi per fermare l’immigrazione della manica. (Veronica Gennari) 4) I figli dello stato. Il sistema di protezione dei minori in Francia è in crisi e la proposta di un nuovo disegno di legge apre lo spazio per un dibattito più ampio. (Francesco Giorigni) 5) Spagna, per la prima volta un presidente tedesco rende omaggio alle vittime del bombardamento di Guernica. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Ogni secondo si perde un albero. Mentre l’unione europea rinvia la norma per salvaguardare le foreste, centinaia di specie di alberi sono a rischio estinzione. (Alice Franchi, Martina Borghi - Greenpeace Italia) 7) Mondialità. Il secondo tempo per le guerre commerciali. (Alfredo Somoza)

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