Radio Popolare Home
sostienici

La mission impossible di Meloni: convincere Trump e l’Europa di essere affidabile

11 marzo 2026|Luigi Ambrosio
CONDIVIDI

Una cosa è un’intervista in televisione, tutt’altra cosa è un discorso in Parlamento. La presidente del Consiglio Meloni oggi dovrà convincere l’aula ma soprattutto gli ascoltatori esterni interessati a capire come possa essere né contraria né favorevole alla guerra israelo-statunitense all’Iran. Dovrà convincere Trump, anzitutto, che lei è ancora la – autoproclamata – migliore sua alleata in Europa, visto che a Washington non si aspettano giochi di parole da un migliore alleato. Il problema di Meloni non è certo la Costituzione. È casomai il calcolo opportunistico su quanto convenga in questa fase legarsi a Trump, dato che la campagna di bombardamenti fin’ora non ha causato il crollo del regime che ancora pochi giorni fa era nelle parole e nei proclami e, ora, la strategia degli attaccanti è molto meno chiara. Trump in difficoltà crescente man mano che passano i giorni, Trump che, internamente, fronteggia il crollo dei consensi e l’ombra degli Epstein Files è ancora un carro a cui stare saldamente attaccati? È questo il vero dilemma di Meloni. La quale, però, non può permettersi di smarcarsi troppo, prigioniera della sua stessa ideologia. Al tempo stesso il governo italiano, che ha subìto l’umiliazione del ministro della Difesa ostaggio a Dubai perché nessuno aveva informato l’Italia di cosa stava per accadere, dovrà chiarire quanto solida sia la partita che sta giocando sull’altro tavolo, quello europeo. Per due volte in una settimana Meloni ha partecipato a riunioni col gruppo ristretto di Paesi europei che stanno prendendo l’iniziativa strategica più seria, Francia, Gran Bretagna e Germania, prima per quanto riguarda l’Ucraina e ora l’Iran. Meloni è arrivata a ipotizzare insieme agli altri tre leader europei, Starmer, Macron, Merz, l’invio di navi militari in zona di guerra, nello stretto di Hormuz, a fare da scorta alle petroliere e ai mercantili in funzione anti-iraniana. Un ritrovato europeismo ambiguo, e se delle opposizioni Meloni se ne frega, sarà difficile convincere le cancellerie internazionali dell’affidabilità italiana.

Segui Radio Popolare su