La Milano antifascista respinge i leghisti di Salvini
18 aprile 2026|Roberto Maggioni
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Solo Matteo Salvini poteva riuscire nel capolavoro di portare in piazza contro le sue idee sulla “remigrazione” un fronte decisamente e insolitamente ampio: dai centri sociali a Forza Italia. Persino il partito fondato da Berlusconi ha fatto un evento all’Arco della Pace a favore dell’accoglienza e con ospiti le seconde generazioni, facendo ovviamente infuriare gli alleati leghisti.
Milano sabato pomeriggio ha respinto il messaggio leghista riempiendo le piazze: 30 mila persone secondo gli organizzatori.
Dalle 14 la mobilitazione antifascista e antirazzista ha circondato simbolicamente piazza Duomo, presidiata dalla polizia. Quattro i concentramenti principali (Santo Stefano, Argentina, Lima e Tricolore), poi confluiti in un unico corteo. Il tentativo di avvicinarsi al Duomo dello spezzone dei centri sociali Zam e Lambretta è stato respinto con gli idranti dalla polizia in via Borgogna.
Il corteo partito da piazza Lima ha raccolto la partecipazione più ampia. “Milano è migrante e partigiana” era scritto su uno degli striscioni del centro sociale Cantiere, sintesi della giornata e richiamo al prossimo 25 aprile. Tra i manifestanti, famiglie, attivisti, associazioni come Memoria antifascista, il Naga, la rete Mai più Lager – no ai Cpr, i Sentinelli. Per i partiti c’erano AVS e Rifondazione Comunista con striscioni e bandiere, e poi esponenti del PD, della CGIL e dell’ANPI senza bandiere o striscioni ufficiali.
Al centro del pomeriggio la critica alle politiche discriminatorie, i decreti sicurezza e tutti quei provvedimenti embrione dell’autoritarismo del governo Meloni. Presente anche una componente legata alle mobilitazioni per Gaza e per la flottiglia e le associazioni palestinesi che manifestano ogni sabato. Il messaggio finale è il rifiuto delle idee razziste di piazza Duomo e l’invito a continuare la mobilitazione. La prossima tappa è facile, tra sette giorni, il 25 aprile.
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