Hormuz riapre, Trump esulta e assicura: l’accordo è quasi fatto. Ma Teheran smentisce

Le ultime ore sono state di nuovo segnate da un flusso convulso di dichiarazioni di Donald Trump. Non si sa quanto esse siano frutto di uscite estemporanee, oppure basate sullo stato dei negoziati e su dati di fatto. Al momento, la cosa che appare più significativa, da parte americana, è che gli Stati Uniti non rinunciano al loro blocco navale a Hormuz. Lo ha chiarito proprio Trump in un post, secondo cui, anche con la riapertura dello stretto da parte iraniana, “il blocco navale statunitense contro l’Iran rimarrà in vigore fino alla completa conclusione del conflitto”. Il presidente ha anche affermato che Teheran ha accettato di non chiudere mai più lo stretto. Questa affermazione appunto non è stata verificata e non si sa come il governo iraniano accoglierà la decisione americana di mantenere il blocco. C’è poi la questione dei negoziati. In un’intervista a ‘Reuters’, oggi, Trump ha spiegato he l’uranio arricchito iraniano verrà portato negli Stati Uniti, e che non esiste un accordo per cui Washington offrirebbe all’Iran 20 miliardi di dollari in contanti in cambio dell’uranio. “Non ci sarà alcuno scambio di denaro”, ha affermato Trump. Non sembra aver riscontro nei fatti anche la sicurezza con cui il presidente americano parla di un raggiunto accordo con Teheran. “Potrei andare a Islamabad per la firma”, ha detto nelle scorse ore. “Mi vogliono assolutamente”, ha aggiunto. Al momento, l’unica cosa certa sono dunque le pressioni americane su Israele, perché cessi i bombardamenti sul Libano. Anche qui, comunque, la situazione appare appesa a un filo. Benjamin Netanyahu ha appunto precisato che Israele non ha certo concluso la sua offensiva contro Hezbollah.
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