I volenterosi a Parigi alla corte di Macron. Cinquanta partecipanti, c’è anche la Cina

Il presidente francese è forse riuscito a creare la prima grande organizzazione internazionale che non include gli Stati Uniti? Venerdì 17, nella Corte Interna dell’Eliseo, questa era la percezione.
Da alcuni denominata “coalizione dei volenterosi 2.0” o, più ufficialmente, “Iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz”, la riunione — copresieduta da Emmanuel Macron e dal britannico Keir Starmer e tenutasi all’Eliseo — ha riunito 50 Paesi di tutto il mondo in una discussione sulla situazione dello stretto di Hormuz, riaperto oggi alle navi mercantili dopo mesi di blocco.
Presenti a Parigi, i capi di Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania hanno discusso della necessità di un’operazione multinazionale difensiva che possa garantire, una volta cessato il conflitto, un passaggio sicuro e libero delle navi mercantili nello stretto. Collegati da remoto, ministri e capi di Stato di tutto il mondo hanno discusso delle modalità dell’operazione; tra di loro tanti Paesi europei, ma anche Cina, India e Ucraina.
Il presidente Macron, che da anni si pone in antitesi a Trump e che è l’unico detentore in Europa di un’arma nucleare, ha ribadito l’intenzione della Francia di mettere a disposizione mezzi navali per proteggere lo stretto di Hormuz. Anche la premier Giorgia Meloni si è detta disponibile a inviare unità navali, previa autorizzazione del Parlamento.
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