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Il confuso Salvini tra remigrazione e trattori. Antifascisti in piazza contro il razzismo.

17 aprile 2026|Alessandro Braga
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Matteo Salvini

Che piazza sarà quella dei Patrioti europei ormai non è chiaro più a nessuno, forse nemmeno a Salvini. Il leader leghista, un po’ in versione pugile suonato dopo la sconfitta dell’amico Orbàn della scorsa settimana, negli ultimi giorni ha cambiato la natura della manifestazione più volte. Inizialmente remigrazionista, è passata ad essere antieuropea, poi pro Europa dei popoli, per finire a sembrare una kermesse di trattori e motociclisti. Che il tema più controverso, la remigrazione, venga totalmente abbandonato è improbabile. Salvini vuole tenere aperto il dialogo con quel mondo della destra estrema che attorno al concetto della deportazione di massa degli immigrati contro una fantomatica sostituzione etnica in corso fa quadrato, per non lasciare campo libero a Vannacci e company. Ma su questo tema trova più inciampi che consensi, se non nel suo più ristretto giro. La remigrazione è maldigerita dai leghisti più ortodossi, che hanno ben presente quanto la manodopera straniera sia una risorsa per l’economia del nord, malsopportata dagli alleati di Fratelli d’Italia, che in questo momento non possono assumere una postura troppo estremista, apertamente contrastata dai forzisti, che hanno strappato più o meno apertamente col Carroccio sul tema. Frastornato, a Salvini non è rimasto altro da fare che tentare un rovesciamento della realtà, puntando a criminalizzare le contromanifestazioni che ci saranno, per condannare l’evento considerato dichiaratamente razzista e xenofobo.

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