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La legge elettorale esenta il campo largo dal comizio di Padova dopo il flop di Napoli

10 luglio 2026|Luigi Ambrosio
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campo largo

Il motivo formale per cui è saltata la manifestazione del campo largo a Padova il 15 luglio è inappuntabile. Quel giorno alla Camera dei Deputati ci sarà la discussione della legge elettorale e Bonelli, Conte, Fratoianni e Schlein non potranno non essere in aula.
Questa è la prima notizia.
La seconda notizia è che i leader del campo largo non hanno fissato una nuova data per Padova e a questo punto, considerata anche l’estate che avanza, sarà difficile vederli sul palco insieme nella città veneta. Eppure avrebbe dovuto essere un appuntamento importante, il secondo di un tour dei leader di Avs, Pd e Movimento 5 Stelle per presentare la coalizione e il programma in vista delle elezioni politiche.
In realtà pesa il fallimento del primo comizio a Napoli. Una piazza semivuota, con poche centinaia di partecipanti. Una contestazione dei cosiddetti “disoccupati organizzati” e di Potere al Popolo che ha fatto passare tutto il resto in secondo piano.
La vaghezza degli altri contenuti. “Non saremo mai più divisi” avevano promesso nei giorni precedenti. In queste ore invece i partiti della coalizione in formato mini – mancano i centristi – si accusano a vicenda per il fatto che a Napoli in piazza non ci fosse quasi nessuno. E poi Giuseppe Conte che ha preso la parola affermando che la Russia sarebbe un nemico creato ad arte per giustificare il riarmo ha destato più di un imbarazzo nel Partito Democratico, dimostrando che sul programma ancora non c’è accordo su un tema importante come la politica estera. Meglio lasciar passare del tempo e sperare che tutto nel frattempo si appiani.

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