La grande sfida di Radio Popolare: al via l’abbonaggio, ottobre 2026

Già solo a guardare l’agenda, il futuro è abbastanza da brividi, anche quello immediato.
Tempo qualche settimana in Brasile c’è la prima sfida: il ballottaggio tra Lula e il figlio di un golpista, Bolsonaro, che se vince, come prima cosa forse libererà il padre.
Pochi giorni dopo si vota in Israele, con la destra nera che vuole continuare, a comandare e bombardare.
Poi gli Stati Uniti, le elezioni di mid-term, che se rivince Trump pensateci.
La Spagna con elezioni anticipate e i fascisti di Vox che, chissà, potrebbero vincere.
L’anno prossimo l’Italia, con le politiche e le amministrative, la destra che si fa le leggi apposta e gli altri che litigano.
E la Francia, con le presidenziali e quelli della Le Pen.
La posta in gioco di tutto, più o meno, ha a che fare con robe grosse tipo le libertà.
In quel futuro voi ci volete entrare da soli?
Noi di Radio Popolare no.
Nel mondo c’è un sacco di gente a cui piace il nero, ma a noi noi.
Noi di Radio Popolare in quel futuro ci vorremmo entrare in tanti: per raccontarlo, attraversarlo insieme e magari, chissà, anche cambiarlo.
Lo facciamo da 50 anni. Siete in tanti ad ascoltarci, siete anche in tante e tanti a sostenerci, negli ultimi anni siete e siamo cresciuti.
Ma nei prossimi 50 anni vorremmo entrarci in ancora di più.
Perché c’è bisogno, di stare insieme, di raccontare e di condividere.
In tante e tanti.
All’inizio dei nostri prossimi 50 anni mancano 3 mesi.
L’obiettivo è entrarci in molti di più dei 17mila che ad oggi sostengono Radio Popolare con il loro abbonamento.
Questa è la nostra piccola grande sfida.
Inizia qui.
Massimo Bacchetta, responsabile abbonamenti di Radio Popolare
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