La farsa del cessate il fuoco a Gaza: dopo sei mesi, nulla è cambiato

Sei mesi fa, la popolazione di Gaza – dopo due anni di bombardamenti, morte, fame e dolore – usciva dalle proprie tende e dalle macerie di quelle che un tempo erano loro case e festeggiava.
A pochi giorni dal secondo anniversario del 7 ottobre, Hamas e Israele avevano trovato un accordo per un cessate il fuoco. La gioia e il sollievo erano grandi, ancora di più lo era la speranza. Il cessate il fuoco era stato presentato dall’amministrazione Trump non solo come un silenzio delle armi, ma come l’inizio di un processo di ripresa e ricostruzione. Lo scambio di prigionieri israeliani e palestinesi doveva essere solo l’inizio di un programma in fasi, che avrebbe permesso l’ingresso di aiuti umanitari, l’apertura dei valichi, il ricongiungimento delle famiglie. Avrebbe permesso, in prospettiva, di tornare a vivere. Sei mesi dopo, invece, i gazawi sopravvivono appena. L’esercito israeliano non si è ritirato come avrebbe dovuto, ma anzi, ha ampliato giorno dopo giorno la propria area di controllo, ha violato il cessate il fuoco migliaia di volte: secondo un’analisi di Al Jazeera in sei mesi ci sono stati solo 22 giorni in cui non sono stati segnalati attacchi violenti, morti o feriti. In media, ci sono stati 4 morti al giorno, ogni giorno del cessate il fuoco. Solo 38mila camion di aiuti umanitari sono entrati, a fronte degli oltre 90mila promessi. Migliaia di persone ferite o malate continuano a non avere accesso alle cure e la quasi totalità della popolazione della Striscia vive da sfollata in tende ormai logore.
“Il cessate il fuoco è una farsa”, dicono tutti i palestinesi di Gaza, e lo confermano gli operatori umanitari che continuano a lavorare nella Striscia nonostante i costanti tentativi di ostacolarli.
Da sei mesi, i gazawi continuano a vivere, o meglio a sopravvivere, in un crudele limbo: formalmente la guerra non c’è, ma nei fatti ben poco è cambiato. Donald Trump, come lo abbiamo visto fare già in moltissimi altri scenari, ha interesse ad arrivare solo fino all’annuncio dei traguardi, senza preoccuparsi di tutto ciò che arriva dopo. Il mondo chiude entrambi gli occhi e finge di non vedere che quell’accordo è diventato carta straccia. La popolazione di Gaza, però, non ha bisogno di altri comunicati vuoti, ma di un vero cessate il fuoco, di pace e di libertà.
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