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L’italiano che ha difeso Kobane

“Il combattente – storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’Isis” è il racconto di una storia speciale. La storia di Karim Franceschi, ventiseienne di Senigallia (AN) che nel gennaio 2015 decide di unirsi ai miliziani curdi che resistono a Kobane, la cittadina nel Kurdistan siriano assediata dagli uomini del Califfo. Una decisione maturata durante un viaggio in cui Franceschi portava aiuti umanitari al confine tra Siria e Turchia e, vedendo la guerra da vicino, decideva di passare clandestinamente la frontiera per offrire il suo apporto alla resistenza curda.

“Ho sentito che dovevo fare una scelta, e una parte di me sarebbe morta se non l’avessi fatto”, ha raccontato Karim a Radio Popolare. “Mi hanno addestrato in quattro giorni e spedito subito sulla linea del fronte. Fino a quel momento avevo sparato molte volte, sì, ma nei videogiochi”.

“Sono andato completamente impreparato. Avevo un borsone pieno di cose inutili, tra cui un calzino pieno di caramelle”, ricorda Karim sorridendo. “Ma quando arrivai a Kobane scoprii che erano tutti impreparati: molti partigiani e partigiane erano ragazzini che non avevano mai nemmeno fatto sport. Insomma, decisi di andare sul fronte per primo, perché per quanto inadeguato fossi, lo ero meno di molti miei compagni”.

“I combattimenti erano spaventosi, eppure credevo molto in quello che facevo, la mia era una scelta profonda, pensata. E poi al fronte si combatte per i propri compagni, si vuole stare al loro fianco”.

“Sono cambiato? Sì, la persona che è entrata a Kobane sotto assedio non è la stessa che ne è uscita

Ascolta l’intervista integrale a Karim Franceschi di Gianmarco Bachi e Lorenza Ghidini

Karim Franceschi

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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

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    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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