A Ginevra nuovo incontro tra Stati Uniti e Iran, sotto la minaccia di Trump di attaccare il Paese

Gli ultimi commenti da Washington e Teheran sembrano improntati all’ottimismo. Il vicepresidente americano Vance ha ribadito che Trump punta a una soluzione diplomatica, ma ha anche lasciato aperte le altre opzioni. Ottimista anche il presidente iraniano Pezeshkian. Ma il margine per arrivare a un accordo, o almeno a un’intesa di massima, è molto stretto. Ufficialmente gli Stati Uniti, sappiamo, vogliono che l’Iran rinunci in toto al suo programma nucleare, cosa che gli ayatollah non accetteranno mai, anche a rischio di un nuovo attacco militare americano, sempre più probabile. La rinuncia al nucleare, gli iraniani hanno sempre detto “solo a scopi civili”, sarebbe come la rinuncia alla propria sovranità nazionale, alcuni dicono all’indipendenza della Repubblica Islamica. Insomma, la questione sarebbe quasi esistenziale. Da capire, quindi, se Witkoff e Kushner, i due negoziatori americani, riusciranno a convincere gli iraniani a ridimensionare in maniera molto importante il loro programma nucleare, e se questo sia sufficiente per far fare marcia indietro alla macchina da guerra mandata in Medio Oriente dalla Casa Bianca. Trump lo farà solo di fronte a una vittoria chiara, netta, anche vendibile dal punto di vista mediatico. Opzione che, al momento, nonostante il presunto ottimismo, sembra piuttosto lontana.
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