Approfondimenti

ISIS: non è una guerra di religione

Per quale motivo l’ISIS ha colpito nel cuore d’Europa? Qual è il legame tra Parigi e la guerra civile in Siria? Cosa vogliono da noi gli estremisti islamici? In questi giorni queste domande hanno risuonato in tutti i media del mondo.

L’ISIS è nato in Iraq, nelle carceri, anche per volontà dei vecchi generali di Saddam Hussein, cacciati dagli americani e allontanati dal governo sciita che prese il suo posto. Oggi alcuni di loro sono gli strateghi militari dello Stato Islamico. Poi è arrivata la bendizione di Al Qaeda (che in un secondo momento avrebbe formalmente disconosciuto l’ISIS) e la conquista della provincia occidentale di Anbar, verso il confine siriano. Una frontiera che poco dopo l’ISIS avrebbe cancellato. La guerra in Siria ha infatti offerto allo Stato Islamico la possibilità di espandersi. I miliziani dell’ISIS si sono presentati come alleati dei ribelli siriani, ma presto si sono messi a combattere proprio contro di loro, non contro l’esercito di Assad. Il loro obiettivo era politico, conquistare territorio.

La chiave politica vale ancora oggi. La guerra che l’ISIS sta facendo all’occidente non è una guerra di religione contro gli infedeli. Per capire qualcosa di più dell’ISIS ci siamo fatti aiutare da Bassam, un cittadino siriano di 26 anni, originario di Aleppo, che prima di trasferirsi nel sud della Turchia combatteva con l’Esercito Libero Siriano. Spesso contro lo Stato Islamico. Anche fuori dal campo di battaglia Bassam ha avuto diversi contatti con i miliziani del Califfato.

“L’ISIS – ci dice Bassam – ha sempre detto che tra i suoi obiettivi c’era anche l’Europa, quindi Parigi non ci deve stupire. Adesso c’è anche il continuo flusso di profughi siriani. Da una parte i paesi europei dovrebbero aprire il più possibile i loro confini, ma dall’altra è anche vero che con i rifugiati viaggiano i soldati di Assad, i membri delle milizie sciite che appoggiano il regime, e gli stessi miliziani dell’ISIS, che vogliono portare la guerra in Europa. Per questo credo che ci saranno altri attentati”.

Quindi l’ISIS vuole attaccare l’occidente. Ma per quale motivo? E qual è il grado di organizzazione dietro a questa strategia? “Per come li abbiamo conosiuti noi sul campo di battaglia – ci spiega Bassam – i soldati dell’ISIS eseguono ordini. Il gruppo ha una gerarchia molto rigida, non fanno il jihad, non attaccano gli infedeli, i non musulmani”.

L’estremismo islamico è una componente importante. Diversi testimoni ci hanno raccontato di aver visto entrare in Siria dalla Turchia miliziani stranieri che proclamavano l’intenzione di voler indrottinare i siriani, considerati degli infedeli, ma i fatti sembrano indicare che gli obiettivi siano altri. L’ISIS ha usato più volte la parola “liberazione”, per esempio riferendosi a Roma. “Ma adesso – ci fa notare Bassam – il loro unico obiettivo è arrivare in qualche modo in Europa. Non combattono contro chi uccide i cittadini siriani, come Assad, l’Iran, la Russia. Attaccano gli amici della Siria, vogliono spezzare il legame tra l’Europa e la rivoluzione siriana. E ovviamente vogliono punire l’Europa per la sua partecipazione ai raid aerei sul Califfato”.

Fin qui potremmo parlare di una risposta alle mosse dei governi europei. C’è però dell’altro. A poche ore dagli attentati di Parigi i servizi francesi hanno subito detto che la regia è stata esterna alla Francia. Altamente probabile. “L’ISIS vuole uscire dal suo territorio ed espandersi. A questo – ci racconta Bassam – servono i miliziani in Europa. Non più lontano perché in Europa si arriva molto più facilmente. Il problema è che i servizi non li possono identificare. I miliziani dell’ISIS – ci fa presente Bassam sulla base della sua esperienza – sono addestrati così bene che si possono mimetizzare in qualsiasi situazione. Possono fumare, bere alcool, tingersi i capelli seguendo le mode. Sono come tutti gli altri che gli stanno intorno in quel momento”.

Questi miliziani europei sono in qualche modo anche loro in prima linea, come ci racconta ancora Bassam. “Ci sono cellule in diversi paesi europei che aspettano ordini ben precisi. Le decisioni vengono prese dai vertici dello Stato Islamico. E sarà stato così anche per Parigi, probabilmente con il supporto di miliziani francesi che conoscono bene il loro paese. I punti deboli. Gli obiettivi più vulnerabili. La realizzazione pratica degli attentati viene gestita dalle cellule che si trovano sul posto, ma gli attacchi vengono decisi a Raqqa o a Mosul, e le direttive vengono trasmesse con messaggi criptati”.

Ovviamente l’ISIS è anche molto altro. Al suo interno ci sono criminali liberati dal regime siriano, combattenti che sono passati dai gruppi ribelli allo Stato Islamico perché volevano uno stipendio – fino a 1500 dollari al mese per gli stranieri, fino a 800 dollari per i siriani – miliziani stranieri che arrivano da altre zone del mondo, tantissimi dal Caucaso e dalle ex-repubbliche sovietiche. Ma sopra a tutto questo e a prescindere dalle vittorie e dalle sconfitte militari sul terreno c’è una rigida gerarchia e un progetto politico. Che non pare essere una guerra di religione.

  • Autore articolo
    Emanuele Valenti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio martedì 13/01 12:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 13-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve martedì 13/01 15:29

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 13-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di martedì 13/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 13-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di martedì 13/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 13-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Musica leggerissima di martedì 13/01/2026

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 13-01-2026

  • PlayStop

    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di martedì 13/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 13-01-2026

  • PlayStop

    Cult di martedì 13/01/2026

    Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: la Prova Aperta straordinaria della Filarmonica della Scala dedicata a Fondazione "Giulia Cecchettin", di cui parla Daria Fallido; Mirko Leo di dell'associazione loscribacchiatore presenta il fumetto in partnership con Astorina Editore intitolato "Colpo a Paestum"; Oliviero Ponte di Pino ripercorre i 25 anni di attività e ricerca per lo spettacolo dal vivo di Ateatro; la rubrica ExtraCult a cura di Chawki Senouci...

    Cult - 13-01-2026

  • PlayStop

    Pubblica di martedì 13/01/2026

    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    A cura di Roberto Festa con Fabrizio Tonello

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

    A come America - 13-01-2026

  • PlayStop

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES - presentato da Barbara Sorrentini

    Note dell’autore - 13-01-2026

  • PlayStop

    In tenda per difendere la sanità pubblica. La storia di Piero Castrataro, sindaco di Isernia

    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di martedì 13/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 13-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di martedì 13/01/2026

    I fatti del giorno analizzati dai nostri esperti, da studiose e studiosi. I protagonisti dell'attualità intervistati dai nostri conduttori.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 13-01-2026

Adesso in diretta