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Iran, al via i colloqui. La chiave è Hormuz

10 aprile 2026|Michele Migone
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Hormuz ANSA

La fiammata dell’inflazione negli Usa, le critiche del mondo MAGA, Benjamin Netanyahu prosegue con i suoi piani in Libano a dispetto delle richieste di moderazione della Casa Bianca, il regime iraniano non sembra essere disposto a cedere. Donald Trump si approccia ai negoziati con l’Iran con in mano una matassa particolarmente difficile da districare. Il capo della delegazione statunitense J.D. Vance si è mostrato ottimista alla vigilia della partenza per il Pakistan. Dopo averlo indebolito dal punto di vista militare, sotto la pressione delle minacce di distruzione delle infrastrutture civili, gli Usa sperano che il regime iraniano sia disposto a concedere quella vittoria strategica che Washington non ha finora conseguito. Tutto ruota attorno allo Stretto di Hormuz.

Dopo aver raggiunto un accordo sulla sua riapertura, Trump aveva annunciato la tregua. Ma lo Stretto è stato subito richiuso a causa dei bombardamenti israeliani su Beirut. E lo rimane tuttora. Il regime di Teheran continua a possedere la chiave della sua serratura; un potere fortissimo perché in grado di aprire e chiudere il flusso dei commerci internazionali, condizionare l’andamento dell’economia globale, compresa quella degli Stati Uniti. Donald Trump – che non vuole riprendere le ostilità – spera di convincere gli iraniani a trovare un accordo sulla sua riapertura, se non addirittura, come ha fatto intendere, sulla cogestione dello Stretto. Sarebbe quella la soluzione venezuelana che il presidente Usa ha cercato fin dall’inizio dell’avventura in Iran.

Parte della nuova leadership iraniana l’ha capito bene e vorrebbe riservare a Trump lo stesso trattamento a cui venne sottoposto Jimmy Carter con gli ostaggi dell’ambasciata Usa a Teheran rilasciati solo dopo la certezza della sconfitta dell’allora presidente. Di fronte a questo scenario, Trump dovrà decidere cosa fare. Sarebbe costretto a riprendere la guerra. Un passo che non vorrebbe fare. Perché le ripercussioni potrebbero essere egualmente disastrose per lui. Gli Stati Uniti sono davanti a un passaggio fondamentale della loro storia. La sconfitta sul controllo dello Stretto di Hormuz rischia di determinare il loro declino come superpotenza globale.

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