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La manifestazione del 20 maggio e Radio Popolare

C’è un vento pesante, oggi in Europa. E’ il vento del nazionalismo e spinge verso il potere le forze politiche cosiddette “sovraniste”, una parola usata da sempre dall’estrema destra per definire se stessa. Noi preferiamo parlare di forze politiche reazionarie. Dall’Ungheria di Orban alle intenzioni di Marine Le Pen in Francia, il minimo comune denominatore è il rifiuto degli stranieri.

Noi stiamo con l’Europa aperta, laica, inclusiva e oggi tra i protagonisti principali di questa Europa ci sono le città. Nel quadro politico di oggi spesso le città giocano un ruolo più importante di quello degli stati nazionali. L’Unione Europea attraversa una grave crisi, le città invece possono essere protagoniste della risposta ai nazionalisti di ritorno. Una dinamica politica che ha preso corpo anche negli Stati Uniti dove sono stati i sindaci delle grandi città, da Boston a New York, a opporsi per primi alle intenzioni di Donald Trump contro gli stranieri.

Milano giocherà questa partita politica e di civiltà il 20 maggio, con la manifestazione per dire che nessuno è straniero. E noi di Radio Popolare, che diciamo da sempre “Qui Nessuno è Straniero” abbiamo deciso di essere in prima fila.

“Insieme senza muri”, è il nome scelto per una giornata in cui si vorrebbe fare a Milano quello che è già stato fatto a Barcellona, città cosmopolita e aperta al mondo. E’ una questione di giustizia. Ed è una questione di capacità di costruire il futuro di tutte e di tutti. Le città inclusive sono quelle che crescono in ogni senso: politico, sociale, culturale e anche economico. Le città che si chiudono sono declinanti sotto tutti i punti di vista.

Milano città aperta i cui valori di sempre significano, oggi, anche accoglienza e multiculturalità.

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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