Insegnanti e medici in rivolta per i tagli della manovra

Su scuola e sanità le proteste forti dei sindacati sono unitarie. La manovra è da bocciare, questa è l’opinione di Cgil, Cisl e Uil, per non parlare degli altri sindacati, che sono già scesi in piazza qualche giorno fa. Due settori colpiti dai tagli di questi anni, con il colpo finale dato dall’ultima manovra del governo Meloni.
Nella scuola in tre anni si calcola ci sarà una riduzione complessiva di quasi 15 mila posti tra docenti e personale Ata. Nella sanità pubblica ci sono tagli che non piacciono nemmeno al ministro della Sanità. Gli alleati di governo tenteranno di spartirsi quella dote ridotta che è stata offerta per rafforzare le loro bandiere elettorali, ma è ben poco e così, per non trovarsi un blocco di opposizione tra sindacati e opposizione, cercheranno perlomeno di dividere i sindacati.
Tajani ha incontrato la segretaria della Cisl promettendo di fare di più su pensioni e scuola, ma i tagli sono così forti che pure i presidi sono pronti a opporsi. In questo contesto si intrecciano le iniziative sindacali che sfoceranno anche in uno sciopero della Cgil il 20 novembre e dell’Usb nel mese di dicembre e la messa a punto del programma del campo largo, che si è data una scadenza per scrivere i punti principali per definire un programma alternativo, entro fine novembre.
I leader del campo largo saranno giovedì a un’iniziativa della Cgil a Roma, in settimana dovrebbe anche esserci il primo tavolo tematico per iniziare a scrivere il programma, cominciando dai temi sui quali una condivisione c’è già, lavoro, sanità, scuola, salario, i punti più difficili in questo momento per il governo, debole di fronte alle promesse e alle richieste, con il timore delle proteste di settori che sono stati anche bacino elettorale, ma che ora sono fortemente delusi.
Articoli correlati


