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Il trasformismo dei 5 Stelle. Ora vogliono il ponte sullo Stretto

Giancarlo Cancelleri Ponte Stretto M5S ANSA

Un ponte su cui giocare, mangiare e socializzare. Lo teorizzò Toninelli annunciando la ricostruzione del ponte Morandi crollato a Genova. Un viadotto autostradale di 2 chilometri sospeso a 100 metri di altezza su cui sfrecciavano auto e tir e dove il ministro dei trasporti voleva mandare le famiglie a divertirsi.
Sarà mica che a qualcuno sia venuta in mente la stessa cosa per il ponte sullo Stretto?

Il clamoroso cambio di rotta pentastellato sul ponte di Messina è incomprensibile e ne ha approfittato subito Casaleggio per sferrare un colpo nella guerra contro Conte e Grillo. Tramite il blog della piattaforma Rousseau ha parlato di “amnesia selettiva politica” ricordando gli anni di battaglie no ponte.

Il sottosegretario grillino ai trasporti Giancarlo Cancelleri, che ha aperto all’opera, tre anni fa in campagna elettorale in effetti affermava: “Mi sento preso per il culo quando mi dicono che la priorità della Sicilia è il ponte sullo Stretto“.

I 5 Stelle appaiono come il più grande partito-zelig di sempre. In una sola legislatura sono stati capaci di fare i sovranisti di destra alleandosi con Salvini, poi di mettere insieme quello che definirono il governo più a sinistra della storia alleandosi col PD e LeU.

Oggi evidentemente il profumo di tecnocrazia che emana il governo Draghi li ha trasformati ancora una volta. Hai visto che adesso diventano favorevoli pure al Tav in Valsusa, al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua?

Il nero, il rosso, il ponte sullo Stretto in tre anni. Come si cambia.

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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    A Roma, nel centrale quartiere Esquilino, c’è un palazzo di 10 piani e 21mila metri quadrati occupato dal 2013, che la Prefettura ha inserito tra 27 immobili del prossimo piano sgomberi (c’è anche CasaPound). Per questo palazzo, che si chiama Spin Time, centinaia di persone stanno firmando una petizione per dire che non si deve e non si può sgomberare una realtà che in più di un decennio ha prodotto scuole, orchestre, laboratori e riviste, una cucina popolare, degli sportelli di assistenza legale, tantissime attività (c’è anche Mediterranea) ed è soprattutto stato un modello di convivenza tra famiglie sfrattate di varie provenienze che dura e produce socialità. Il racconto di questa realtà unica, che nell’ottobre scorso è stata scelta dal Vaticano per ospitare il Giubileo degli oppressi, con associazioni e chiese arrivate dai quattro angoli del pianeta, è affidata a Chiara Compagno, che partecipa a Scomodo, una delle attività culturali interne al palazzo e che ci dice: “Roma è tutta qui, negli anni abbiamo riunito tantissime persone e diversità, siamo un centro che unisce e crea”. L'intervista di Claudio Jampaglia e Cinzia Poli.

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    Trump ordina l'uscita degli USA da decine di organizzazioni internazionali come l'IPCC il panel che verifica e promuove dati e studi sul riscaldamento globale e poi da decine di organizzazioni ONU come tutte le commissioni economico e sociali, uffici del diritto e del commercio internazionale. Intanto l'Europa va verso la firma di un accordo di libero scambio (in discussione da 25 anni) con i Paesi dell'America Latina, il commento di Alfredo Somoza e l'analisi degli effetti sull'agricoltura europea di Andrea Coinu, responsabile Politiche internazionali della Flai-Cgil. A Roma c'è un palazzo che dal 2013 ospita decine di associazioni, gruppi, attività di quartiere oltre a decine di famiglie che ci vivono, si chiama Spin Time e a ottobre ha ospitato anche il Giubileo dei Popoli con rappresentanti dalle Chiese e dalle associazioni di base di mezzo mondo; solo che ora la Prefettura lo ha inserito nei palazzi da sgomberare e come ci racconta Chiara Compagno di Scomodo Roma, si preparano a resistere. Danilo De Biasio Direttore della Fondazione Diritti Umani, ci presenta la sua nuova trasmissione con Barbara Bracco (storica Università Milano-Bicocca) e Giovanni Scirocco (storico Università degli Studi di Bergamo), in onda ogni sabato alle 16h30, intitolata "Ma che storia è questa?".

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