Il ritorno di Beck, “Ride Lonesome”, è il disco di questa settimana a Volume

Il 18 settembre Beck è tornato, dopo sette anni di silenzio, con il nuovo album “Ride Lonesome”. È un nuovo capitolo di un approccio acustico e folk che Beck ha già dimostrato negli anni di saper affrontare molto bene, grazie a dischi come “Mutations” del 1998, “Sea Change” del 2002, “Morning Phase” del 2014.
Questo album in particolare nasce nel periodo del lockdown, attraversato dalla separazione e dal divorzio di Beck dall’attrice Marissa Ribisi: un’esperienza che lo ha spinto a cercare di nuovo un’atmosfera intima, sentendo il bisogno di mettersi a nudo, di affrontare un songwriting introspettivo e, per la realizzazione del disco, di tornare a registrare nella Room B degli United Studios di Hollywood, la stessa sala dove un decennio prima aveva inciso “Morning Phase”.
In studio Beck ha richiamato il nucleo storico di musicisti con cui ha realizzato gli album già menzionati: Smokey Hormel, Joey Waronker, Justin Meldal-Johnsen, Jason Falkner e Roger Joseph Manning Jr., e ha affidato il missaggio ancora a Nigel Godrich, con lui su “Sea Change” and “Mutations”. Il risultato è un disco che intreccia folk, americana e pop in un’architettura scarna, resa più densa dagli arrangiamenti d’archi di David Campbell, padre del cantautore.
Come quasi sempre accade con Beck, il progetto si estende oltre la musica: Denis Lavant compare nel video del singolo “In the Night”, Sierra Ferrell duetta in una versione alternativa di un brano, e Tadanobu Asano appare nel videoclip di “Run Away”.
Lasciate alle spalle le sonorità elettro-pop di “Hyperspace”, le dodici tracce tornano su temi più profondi: la solitudine, l’elaborazione di un lutto sentimentale, la consapevolezza dell’invecchiamento.
Nelle interviste con cui ha presentato l’album, Beck ha parlato del ritrovarsi con questi musicisti come dell’esito naturale di un legame costruito in decenni di lavoro condiviso, un suono che gli ha permesso di scoprire sfumature nuove pur restando su un terreno familiare. Sulla title track “Ride Lonesome” si è soffermato in particolare sul valore della solitudine nei momenti di crisi: trovando un “oscuro conforto” nell’attraversare da soli le fasi più difficili, sostenuti dalla speranza di arrivarne fuori intatti.
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