“Il potere più grande non è dominare ma costruire”: l’addio di Antonio Guterres all’Onu

“Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione”. Per l’81esima sessione dell’Assemblea Generale, l’ONU ha scelto un tema molto ambizioso, pur sapendo che l’umanità sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua storia.
Nel suo ultimo discorso da segretario generale, Antonio Guterres ha infatti voluto mandare un messaggio di speranza, senza fare sconti a chi sta usando il proprio potere per offendere la dignità umana in ogni luogo del mondo.
Nel suo discorso in tre lingue — inglese, francese e portoghese — il Segretario Generale ha usato più volte la parola “dignità” nell’elencare le drammatiche situazioni che stiamo vivendo, perché a pagare sono sempre gli ultimi: le popolazioni vittime delle guerre, del riscaldamento globale, delle disuguaglianze economiche e di una cattiva governance dell’intelligenza artificiale.
Antonio Guterres ha indicato la strada, puntando il dito sui responsabili dei disastri.
Sui cambiamenti climatici — che colpiscono i più poveri — ha accusato i giganti del petrolio di trattare l’atmosfera come una discarica a cielo aperto: “Sappiamo che gli interessi legati ai combustibili fossili non si faranno da parte da soli”. Ha quindi invitato ogni governo ad adottare un piano nazionale per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili.
Sull’intelligenza artificiale ha esortato Stati Uniti e Cina a cooperare, perché “coloro con le maggiori capacità in materia hanno le maggiori responsabilità nei confronti dell’umanità”.
Il passaggio più significativo l’ha dedicato alla Palestina: per la prima volta ha evocato lo spettro della pulizia etnica come conseguenza delle azioni di Israele nella Cisgiordania occupata. Ha quindi invitato Israele a rispettare le decisioni della Corte internazionale di giustizia.
Per dare l’idea delle ingiustizie di questi tempi, ha raccontato che dall’invasione russa dell’Ucraina le cinque principali compagnie petrolifere occidentali hanno accumulato quasi 500 miliardi di dollari di profitti. Ha paragonato questa cifra ai 34 miliardi di dollari raccolti per aiutare i Paesi poveri ad adattarsi ai cambiamenti climatici. “Nel frattempo, le spese delle famiglie per energia, cibo e assicurazioni stanno salendo alle stelle”.
Per invertire la rotta, Guterres propone una riforma del Consiglio di Sicurezza affinché rispecchi il mondo attuale. L’esempio più eclatante è l’Africa, che non ha un seggio di membro permanente: “È ingiusto. Questa situazione deve cambiare”.
Infine, una stoccata implicita a Trump, che ha parlato dopo di lui: “Dopo dieci anni, nutro una convinzione ancora più forte rispetto a quando sono arrivato: il potere più grande non è quello di dominare, ma di costruire un futuro che funzioni per tutti”.
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