Radio Popolare Home
sostienici

Il nuovo TikTok statunitense accusato di censurare i contenuti contro Trump

Il nuovo TikTok statunitense accusato di censurare i contenuti contro Trump

A una settimana dal suo esordio, il nuovo TikTok a stelle e strisce è già travolto da polemiche e accuse di censura. Il consorzio di società che ha preso il controllo della divisione statunitense del social network, relegando la cinese ByteDance al ruolo di socio di minoranza, aveva promesso che gli utenti avrebbero potuto godere della stessa esperienza, senza alcun cambiamento significativo nel funzionamento della piattaforma. Le cose, però, non starebbero andando così.

Sul web si susseguono segnalazioni di strani malfunzionamenti che penalizzerebbero tutti i contenuti in qualche modo critici con l’amministrazione. È il caso di un utente che ha denunciato come un suo contenuto, che aveva come tema l’analisi del video della sparatoria di Minneapolis in cui gli agenti dell’ICE hanno ucciso Alex Pretti, sia sostanzialmente sparito dal social. Le segnalazioni sono numerose e riguardano anche curiosi episodi in cui i contenuti vengono bloccati per tempi estremamente lunghi prima di essere approvati, video che registrano dati di visualizzazione sorprendentemente bassi rispetto alla media e addirittura l’azzeramento di dei follower di alcuni account.L’azienda si è giustificata sostenendo che i problemi siano collegabili a un blackout che avrebbe interessato i data center di Oracle che gestiscono la piattaforma. Spiegazioni accolte con un certo scetticismo dagli utenti e da molti i mezzi d’informazione.

Il sospetto che TikTok USDS Joint Venture abbia messo in campo strumenti di censura più o meno pervasivi per assecondare una linea pro-Trump, rimane. Una situazione paradossale, visto che tutta la vicenda TikTok è nata proprio per il timore che il governo di Pechino potesse influenzare il social network e che ha portato allo scorporo della divisione statunitense. Ad alimentare i sospetti è anche il ruolo che l’attuale Presidente degli Stati Uniti ha avuto in tutta la vicenda. Se è vero che la legge che proponeva il bando di TikTok è stata promulgata dall’amministrazione Biden, la trattativa con il governo cinese per portare il social media sotto il controllo di società statunitensi è stata gestita spesso in prima persona da Trump, che ha più volte dichiarato come il processo sia stato oggetto di negoziazione con lo stesso Xi Jinping. Una forma di protagonismo che avrebbe interessato anche la selezione dei partecipanti al consorzio. L’amministratore delegato di Oracle Larry Ellison, per esempio, è un grande sostenitore di Trump.

Al di là di questi primi episodi, i timori si concentrano sulla possibilità che il nuovo corso di TikTok possa essere influenzato in maniera più subdola. L’eliminazione dei post e il blocco degli account sono infatti fenomeni fin troppo plateali perché possano rappresentare una vera strategia di censura. Le preoccupazioni si concentrano piuttosto sul nuovo algoritmo introdotto con il passaggio di proprietà. È questo, infatti, che sceglie quali contenuti mostrare agli utenti in base ai loro interessi. Una sua manipolazione potrebbe portare per esempio al fenomeno dello shadow ban, cioè quella forma di censura “soft” che non cancella i contenuti ma si limita a renderli meno visibili. Il governatore della California Gavin Newsom, in proposito, ha già annunciato di voler avviare un procedimento per verificare se il nuovo algoritmo rispetti le leggi statali.

Segui Radio Popolare su