Radio Popolare Home
sostienici

Il nuovo album dell’artista maliana Fatoumata Diawara parte dal Mali e si allarga al mondo

11 giugno 2026|Marcello Lorrai
CONDIVIDI
Fatoumata Diawara

Quello di Fatoumata Diawara, cantante, chitarrista e attrice maliana di cui è appena uscito un nuovo album, Massa, pubblicato dall’etichetta No Format, è un caso abbastanza particolare. La sua famiglia è del Sikasso, regione dell’estremo sud del Mali: la musica del Sikasso è influenzata dalla cultura del Wassoulou, un’area transfrontaliera fra Mali, Costa d’Avorio e Guinea Conakry. Fatoumata Diawara è nata però, nel 1982, in Costa d’Avorio, dove ha passato buona parte della sua infanzia: la sua è una famiglia di artisti ma non di stirpe griot; il padre le insegna a ballare e i rudimenti della chitarra. Verso i dieci anni Fatoumata torna in Mali, presso una zia. E’ ancora una adolescente quando nel ‘97 un importante regista, Cheick Oumar Cissoko, la sceglie per interpretare il ruolo di una figlia di pastori nomadi che per la sua grande bellezza è al centro della vicenda del film La Genèse, presentato nel ‘99 al festival di Cannes. Nel ‘98 Fatoumata Diawara si è intanto trasferita in Francia, dove lavora nel teatro e nel cinema. Nel 2002, a vent’anni, sfugge ad un matrimonio combinato e si unisce ad una compagnia di teatro francese, Royal de Luxe, con cui lavora per alcuni anni: non è una musicista formata, ma il fondatore della compagnia, Jean-Luc Courcoult, per il suo temperamento le dà spazio come cantante e chitarrista. Nel 2006 le viene affidato uno dei ruoli principali in Bintou Wéré, un’opera africana allestita a Bamako, la capitale del Mali. E’ in questo periodo che viene valorizzata da Cheick Tidiane Seck, importante figura della musica maliana, e che diventa corista di Oumou Sangare, che a partire dalla fine degli anni ottanta si è affermata sulla scena maliana portando alla ribalta la specificità e la vivacità della musica del Wassoulou e nei contenuti un punto di vista femminile. Senza abbandonare il teatro e il cinema, Fatoumata Diawara decide allora di puntare sulla carriera musicale, e nel 2011 pubblica il suo primo album personale. Tra le sue numerose collaborazioni quella con Damon Albarn e con i Gorillaz: nel 2022 ha fatto parte del cast dell’opera di Damon Albarn e Abderrahmane Sissako Le Vol du Boli, presentata al Theâtre du Châtelet a Parigi, incentrata sul furto in Mali di un feticcio animista da parte dell’etnologo Michel Liris durante la famosa missione Dakar-Djibouti (il feticcio è conservato al Musée du Quai Branly nella capitale francese). Nella vita di Fatoumata Diawara ha una parte importante l’Italia: italiani sono suo marito e i suoi figli, con i quali, quando non è in giro per il mondo o in Mali, vive sul lago di Como. E a Como è stato registrato, anche con la partecipazione di musicisti italiani, il nuovo album, curato dal cantante, chitarrista e produttore francese Matthieu Chedid: la collaborazione fra loro dura ormai da una decina d’anni. Fra i temi, quelli del rischio della perdita di contatto con la propria cultura di origine nell’emigrazione, e quello delle donne maltrattate dagli uomini. Nella musica di Fatoumata Diawara echeggia la cultura musicale del Wassoulou, e l’ispirazione che per lei ha costituito Oumou Sangare. Con la differenza che la musica di Fatoumata Diawara non proviene organicamente da una matrice del Wassoulou come per Oumou Sangare, che l’ha peraltro declinata anche spregiudicatamente: quella di Fatoumata Diawara è una identità musicale che la cantante si è costruita, e in cui gli aspetti maliani si combinano con ingredienti pop e stilemi da black music non tanto come apertura quanto come naturale sincretismo. La musica è brillante e comunicativa: le esibizioni dal vivo non fanno che esaltare il carattere di interprete di Fatoumata Diawara, e la sua presenza scenica fa il resto. Fatoumata Diawara sarà il 30 giugno all’Estate Fiesolana, il 2 luglio a Bergamo Jazz, il 18 a Fano Jazz by the Sea, il 15 settembre a Romaeuropa.

Segui Radio Popolare su