Radio Popolare Home
sostienici

Il mondo arrivato a Milano per le Olimpiadi invernali ha dimenticato la gentilezza

Montagne (Il mondo arrivato a Milano per le Olimpiadi invernali ha dimenticato la gentilezza)
Citius, altius, fortius: più veloce, più alto, più forte. Il capitalismo più selvaggio e la finanza internazionale hanno preso in prestito il motto del Comitato Olimpico Internazionale per rendere il mondo un posto pericoloso: più violenza, più guerre, più ingiustizia sociale. Mentre lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali sta portando il riscaldamento globale a un punto di non ritorno.
Milano-Cortina capita in uno dei momenti peggiori per l’umanità e per il pianeta. Papa Francesco lo aveva riassunto in cinque parole: terza guerra mondiale a pezzi.Secondo il segretario generale dell’ONU Antonio Gutteres “siamo su un’autostrada per l’inferno climatico con il piede sull’acceleratore”. Tre settimane fa a Davos il premier canadese Mark Carney ha descritto con brutale realismo la politica delle grandi potenze: “L’ordine mondiale è finito. Siamo in un’era di rottura, non di transizione. I forti possono fare ciò che vogliono e i deboli devono subire ciò che devono”. Oggi a San Siro i forti non fanno che esaltare l’amicizia tra i popoli, l’armonia globale, la pace. Ma, fuori, la tanta attesa tregua olimpica non ci sarà.
E il silenzio sul genocidio a Gaza sarà ancora più assordante.Come sempre la fine dei giochi – tra 17 giorni – provocherà un po’ di tristezza e di nostalgia, quando migliaia di tifosi da tutto il mondo torneranno a casa. Si parlerà delle vittorie più belle, dei gesti atletici, della poesia dei pattinatori. E di certe emozioni che soltanto la competizione sportiva ad alto livello è in grado di regalare. Milano-Cortina è una buona occasione per immaginare il mondo come un posto migliore. Più di 30 anni fa Alex Langer – figlio delle montagne dell’Alto Adige – ci aveva indicato la strada: capovolgere ognuno dei termini del motto olimpico. sostituire “più veloce, più alto, più forte” con “più lento, più in profondità, più dolcemente”.
Segui Radio Popolare su