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Il gioielliere condannato sfida Mattarella. Per la destra ormai è una campagna. Inseguendo Vannacci

17 luglio 2026|Anna Bredice
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Mario Roggero, gioielliere ANSA

Sulla soglia del carcere di Bollate, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per omicidio sfida direttamente il Capo dello Stato, del resto deve sentirsi autorizzato a farlo vista la mobilitazione di tutta la destra per concedergli la grazia e la scelta del ministro Nordio di andare avanti, nonostante le puntualizzazioni del Presidente della Repubblica sulla concessione della grazia, che spetta a lui solo. Mario Roggero, che dice di avere speranza di non scontare la condanna, sfida Mattarella, “ha graziato uno scafista, ha graziato Nicole Minetti, si metta una mano sulla coscienza e grazi anche me”, così ha detto il gioielliere di Grinzane che non ha ucciso per legittima difesa, ma per vendicarsi, inseguendo i tre rapinatori mentre scappavano dopo la rapina e uccidendone due. Per questo è stato condannato, le motivazioni della sentenza non sono ancora state depositate, ma il governo, la destra, il generale Vannacci e un’opinione pubblica che asseconda il desiderio di vendetta più che uno Stato di diritto, ha già deciso, diventando una sorta di quarto grado di giudizio, perché chiedere la grazia oggi vuol dire sconfessare le sentenze dei giudici. Un minuto dopo essere entrato in carcere, il ministro Nordio ha ribadito l’apertura di un’istruttoria, non tenendo conto delle parole di Sergio Mattarella. La sfida, quindi, non è solo quella del condannato nei confronti del Quirinale, ma è di tutta la destra, che cavalca questa vicenda, senza capire le conseguenze anche per il futuro di una linea che piega sempre di più lo Stato di diritto, solo per propaganda, per racimolare voti in più, per un inseguimento che non è più solo di Matteo Salvini nei confronti di Roberto Vannacci ma della stessa presidente del Consiglio, che ha scelto di sfidarlo su questi temi.  Nordio ha agito molto probabilmente con il beneplacito di Palazzo Chigi e Giorgia Meloni oggi ha spostato i riflettori anche su un altro aspetto che cavalcheranno: i risarcimenti che non dovrebbero più essere riconosciuti a chi ha commesso reati. La stretta del diritto è sempre più forte, sostenuta da continui decreti sicurezza, solo pochi giorni fa è stato approvato l’ultimo decreto, solo su questo tema Giorgia Meloni cercherà di fare campagna elettorale, non si parlerà d’altro, né di una coalizione sfilacciata, né dei problemi economici, la pancia del suo elettorato la seguirà in una corsa a chi prende più voti, tra lei e Vannacci.

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