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Il cantautore brasiliano Chico Buarque e il cubano Silvio Rodriguez insieme per Cuba

12 aprile 2026|Marcello Lorrai
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Il cantautore brasiliano Chico Buarque e il cubano Silvio Rodriguez insieme per Cuba

Fra i massimi protagonisti della musica popolare brasiliana, Chico Buarque è arrivato nei giorni scorsi all’Avana, dove mancava da 34 anni, su invito di Silvio Rodriguez, il più importante esponente – assieme al compianto Pablo Milanes – della Nueva Trova cubana affermatasi nella seconda metà degli anni sessanta. Buarque e Rodriguez, che si conoscono da mezzo secolo, si sono dati appuntamento in studio per realizzare una nuova versione – che sarà diffusa a breve sulle piattaforme – di Sueño con serpientes, canzone di Rodriguez uscita in un suo disco del ‘75, e poi ripresa da diversi interpreti latinoamericani, fra cui Mercedes Sosa e Milton Nascimento.

Ma al di là di questa collaborazione, l’incontro dei due artisti a Cuba avviene in un momento estremamente difficile per l’isola e assume un grande valore simbolico. In un post pubblicato sul profilo Instagram di Buarque, accompagnato da una foto dei due amici sul Malecon dell’Avana, si legge che “mentre le sanzioni contro l’isola vengono inasprite e la crisi economica ed energetica si aggrava”, la visita del cantautore brasiliano “è una dimostrazione di solidarietà al popolo e al paese” e “rafforza i legami fra due nomi centrali della musica latinoamericana, storicamente in rapporto per affinità estetiche e per l’impegno politico nella regione”.

Della stessa generazione, Chico Buarque, classe 1944, e Silvio Rodriguez, classe 1946, sono due figure di grande autorevolezza artistica e di forte reputazione personale e politica. Intellettuale a tutto tondo e affermato anche come poeta e autore di romanzi, Buarque fu arrestato negli anni sessanta durante la dittatura brasiliana e trascorse poi un anno in esilio in Italia; anche in tempi recenti è stato presente a manifestazioni politiche: nel dicembre scorso ha partecipato a Rio alla manifestazione di massa contro la legge per amnistiare Bolsonaro e i golpisti del gennaio 2023. Dagli anni sessanta Silvio Rodriguez è stato uno dei protagonisti della musica cubana più amati in patria oltre che più conosciuti a livello internazionale: assieme a Milanes, Rodriguez ha rappresentato la tendenza a innovare la canzone cubana aderendo sì alla spinta rivoluzionaria, ma guardando alla realtà cubana del dopo-Rivoluzione con una sensibilità moderna e una vena poetica nuova, attenta al quotidiano, e senza appiattirsi sulla retorica e la propaganda.

La statura artistica e la credibilità di Silvio Rodriguez, ma anche il suo dichiarato legame con l’esempio del Che, con gli ideali della Rivoluzione e con la stessa figura di Fidel Castro, gli hanno permesso negli ultimi anni di esprimersi pubblicamente in maniera indipendente in diversi momenti critici. Nel 2021 Rodriguez chiese un’amnistia per gli arrestati durante le manifestazioni del luglio di quell’anno non colpevoli di violenze, e lo scorso anno ha criticato decisamente il modo con cui il governo aveva affrontato le proteste degli studenti dell’università dell’Avana contro l’introduzione di nuove tariffe di accesso a internet, parlando di metodi che provenivano da altre epoche storiche e ormai anacronistici.

Ma in marzo ha fatto notizia la sua richiesta – in relazione alle minacce di Trump a Cuba – di avere il suo AKM, il suo kalashnikov, da adoperare nel caso di intervento statunitense nell’isola: “E si tenga conto – ha scritto Rodriguez nel suo blog – che lo dico molto seriamente”. Molto seriamente lo ha preso il governo cubano, che cogliendo la palla al balzo ha organizzato una cerimonia in cui il kalashnikov è stato simbolicamente consegnato a Rodriguez da Alvaro Lopez Miera, ministro delle forze armate e membro dell’ufficio politico del Partito Comunista, e alla presenza del presidente Miguel Diaz-Canel.

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