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Il campo largo non esiste più, la sentenza di Giuseppe Conte

Giuseppe Conte campo largo

Giuseppe Conte va in televisione e annuncia che per lui l’esercizio di una coalizione il più larga possibile è finito. Quello che temeva Elly Schlein sta avvenendo perché questa ulteriore rottura – il primo a parlare di un campo largo che non c’era più era stato Angelo Bonelli – avviene su un tavolo molto ravvicinato, quello delle regionali, proprio quell’ambito che la segretaria del Partito democratico cercava di proteggere a tutti i costi, perché una coalizione ampia in Liguria, Emilia Romagna e Umbria poteva contendere seriamente queste regioni alla destra, sarebbe un ulteriore segno di debolezza per Giorgia Meloni. Ora è tutto più complicato perché Giuseppe Conte oggi dice che in Emilia Romagna non può stare insieme a Matteo Renzi, in sostanza è ciò che è accaduto in Liguria, ma Renzi questa volta gli risponde subito dopo dicendo che continuerà ad appoggiare la candidata De Pascale, la sindaca di Ravenna che fino a poche ore fa era sostenuta da tutti. Ciò che il leader dei Cinque stelle non accetta, e lo dice nell’intervista a Porta a Porta, è l’atteggiamento del Pd. Elly Schlein anche questa mattina aveva ribadito che c’è da battere la destra e che non vuole farsi coinvolgere nelle polemiche. In sostanza non risponde a Conte, per non farsi prendere da un meccanismo di veti incrociati, che è proprio quello invece che sta accadendo e che sta certificando ormai la fine di un esperimento che Elly Schlein ha inseguito fino ad oggi. Renzi e Conte non possono state insieme nella stessa coalizione, da quest’estate i segnali erano chiari, dal momento in cui l’ex segretario del Pd si era riavvicinato ad Elly Schlein, riconoscendo la sua vittoria alle Europee e la centralità del partito da lei guidato nell’opposizione, ma nello stesso tempo trovando lui un nuovo protagonismo che aveva perso negli anni. Il voto sulla Rai ha fatto precipitare tutto, ma i temi di divisioni sono tanti, ormai sono maggiori di quelli che invece uniscono il campo largo.

  • Autore articolo
    Anna Bredice
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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

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    Europa: basta partnership con Israele

    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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