Il calcio rinasce a Gaza. È cominciato il primo torneo dall’inizio del genocidio

Il pallone è al centro di un campo da calcio a 5 polveroso di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza. Due squadre sono pronte per il fischio d’inizio della partita.
Dopo quasi tre anni dall’ottobre 2023, in Palestina il calcio ha trovato una via per rinascere.
Venerdì 4 settembre a Gaza e in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nei campi profughi palestinesi in Libano, ha preso il via la Coppa dei Mille Martiri, un torneo dedicato agli almeno 1013 atleti palestinesi uccisi da Israele nel genocidio a Gaza. Più della metà delle vittime era legata al mondo del calcio.
Il calendario vede due mesi di partite e circa 250 squadre partecipanti. È il primo torneo di calcio organizzato in tutti i territori palestinesi dall’inizio del genocidio.
La tenace rinascita dello sport più amato in Palestina è stata raccontata sul sito d’informazione indipendente Drop Site News, in un lungo articolo con fotografie e testimonianze dirette, firmato da Abubaker Abed, giornalista palestinese di 22 anni.
Nel suo racconto, Abubaker Abed dà voce al dolore incancellabile e all’inestinguibile voglia di ricominciare della comunità calcistica in Palestina. Nella Striscia di Gaza nove stadi su dieci sono stati distrutti. I giocatori non hanno soldi per permettersi una corretta alimentazione. Gli spostamenti, in molti casi, sono ancora impossibili. Ma la volontà di onorare gli sportivi palestinesi uccisi da Israele resiste davanti a qualunque difficoltà.
Una delle partite della giornata inaugurale, nella Striscia di Gaza, ha visto affrontarsi le squadre dell’Ittihad Deir al-Balah e del Khadamat Rafah. L’incontro è finito con il punteggio di 2-0 per il Khadamat Rafah.
“Qui le partite si giocano su un campo da calcio a 5. Tutti gli impianti sportivi della zona meridionale sono stati distrutti dall’invasione di Israele” spiega Sami Abu Al Hussein, vice segretario generale della Federcalcio palestinese, in un video del canale televisivo Cgtn.
“Disputare queste partite, dopo tre anni di distruzione, è un messaggio potente: siamo un popolo che ama la vita e lo dimostra anche attraverso lo sport” ha detto Raji Ashour, allenatore dello Shabab Rafah Club, un’altra delle squadre partecipanti.
Il cessate il fuoco entrato in vigore a ottobre dell’anno scorso è stato violato centinaia di volte dall’esercito israeliano. La settimana prima dell’inizio della Coppa dei Mille Martiri un attacco sul campo profughi di Jabalia, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, ha ucciso Abdel Fattah Abu Aish, stella del Khadamat Jabalia. “In questo momento sto parlando al telefono con te, ma nei prossimi 15 minuti potrei essere ucciso” ha detto un calciatore intervistato dal giornalista Abubaker Abed.
La vita per la popolazione palestinese continua a essere durissima. Nella Striscia di Gaza, tra le macerie degli edifici distrutti e lo sciamare dei droni israeliani, nonostante tutto, il pallone ha ripreso rotolare.
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