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I socialisti vincono le primarie democratiche anche in Florida e lanciano la sfida a Trump

20 agosto 2026|Michele Migone
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Angie Nixon INSTAGRAM PERSONALE

Se si pensa alla raccolta dei fondi, si può dire che Davide abbia vinto contro Golia: 950mila dollari per Angie Nixon contro i 16 milioni e mezzo di dollari utilizzati da Alexander Vindman. A sorpresa — anche perché non c’erano stati sondaggi alla vigilia —, la candidata socialista ha vinto contro il moderato le primarie del Partito Democratico in Florida per un seggio al Senato degli Stati Uniti. Così come in altre vittorie dei candidati socialisti, anche lei ha puntato sul porta a porta, sulla mobilitazione degli attivisti e, come in altre primarie, ha ottenuto la vittoria grazie soprattutto al voto dei giovani nelle città sedi di università e più in generale nei grandi centri urbani. Benché abbia aderito ai socialisti solo a giugno e non abbia avuto un endorsement ufficiale da parte dei vertici di questa corrente del partito, la sua affermazione è significativa del momento che stanno vivendo i democratici, della voglia di radicalità che pervade il suo elettorato, soprattutto chi appartiene alla Generazione Z. In uno Stato dove Trump è di casa e dove ha vinto con un margine di 13 punti percentuali nel 2024, per Angie Nixon sarà molto difficile vincere a novembre contro il candidato repubblicano. Non c’è un sondaggio che lo preveda, ma in altri Stati decisivi per l’equilibrio del Senato la storia è diversa. In Michigan, per esempio, le ultime rilevazioni danno un lieve ma significativo vantaggio ad Abdul El-Sayed contro il repubblicano Mike Rogers. La vittoria del socialista di origine egiziana in uno Stato moderato come il Michigan potrebbe essere decisiva per la conquista del Senato da parte dei democratici. Gli altri Stati in bilico sono l’Alaska e il Maine, dove ci sono altrettante buone possibilità di vittoria per i democratici, mentre il quarto Stato, l’Iowa, potrebbe andare al partito di Donald Trump.

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