Guerra in Ucraina. Strasburgo chiede il ritiro della Russia, M5S e Vannacci contrari

Il Parlamento Europeo batte un colpo forte e chiaro a sostegno dell’Ucraina nel quarto anniversario dall’inizio dell’invasione russa, sotto gli occhi del presidente ucraino Zelensky in collegamento da Kiev.
Ma alla sessione plenaria straordinaria i riflettori sono tutti puntati su quello che dalla maggioranza dei gruppi politici è considerato “il cavallo di Troia di Putin che tradisce l’Europa”. Cioè il premier ungherese Viktor Orbán, responsabile dello slittamento di due misure che l’Unione avrebbe voluto annunciare all’Ucraina proprio in questa occasione simbolica: il prestito a Kiev da 90 miliardi di euro fino alla fine del 2027 e il 20° pacchetto di sanzioni contro Mosca.
Dai popolari ai socialisti, fino ai liberali, i Verdi e perfino i conservatori – che di solito fanno da collante per la maggioranza alternativa di destra – è quasi unanime la condanna contro un atteggiamento definito “codardo”, “vergognoso” o ancora “per nulla patriota”, facendo riferimento al nome del gruppo Patrioti per l’Europa di cui fa parte il partito di Orbán.
La risoluzione adottata al termine del dibattito con 437 voti a favore – inclusi quelli di Pd, Forza Italia, e Fratelli d’Italia – chiede alla Russia di cessare immediatamente la guerra e ritirarsi, ribadisce che il futuro dell’Ucraina è nell’Ue e che servono forti garanzie di sicurezza europee per la pace.
Tra gli 82 voti contrari spiccano quelli dei membri del Movimento 5 Stelle e del fondatore di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, che proprio oggi è diventato ufficialmente nuovo membro del gruppo di Europa delle Nazioni Sovrane, mentre il suo ex-partito, la Lega, ha deciso di astenersi dal voto.
Continua la lettura


