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Gli sconti elettorali di Meloni metteranno in ginocchio gli enti locali, di sinistra e destra

05 novembre 2026|Roberto Maggioni
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Gli sconti elettorali del governo Meloni stanno scaricando il conto sugli enti locali. A lanciare l’allarme è il Comune di Milano, ma è costretta ad ammetterlo anche la Regione Lombardia guidata dalla destra. In Lombardia sono stati prima l’assessore al Welfare Guido Bertolaso e poi l’assessore regionale al Bilancio Marco Alparone ad ammettere le difficoltà legate rispettivamente ai tagli alla Sanità e al taglio del bollo auto decisi dal governo.

Sul bollo auto tra i calcoli del ministero dell’Economia per i rimborsi e quelli di Palazzo Lombardia c’è una differenza tra gli 80 e i 120 milioni di euro: per Roma il costo è di 410 milioni, per la Regione si avvicina ai 500. A questo si aggiunge la perdita di circa 80 milioni di maggiori entrate annue attese dal recupero dell’evasione fiscale e l’incertezza sulle coperture del fondo sanitario nazionale, per circa 500 milioni. L’assessore Bertolaso ha definito «insostenibili» i tagli previsti dalla manovra sulla sanità, una sforbiciata che, secondo Bertolaso, rischia di compromettere il lavoro sulle liste d’attesa, il funzionamento delle Case e degli Ospedali di comunità e gli incentivi per trattenere medici e infermieri nel servizio pubblico.

Anche a Milano i tagli di Meloni sono pesanti. Come denunciato dall’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, si tratta di quasi 80 milioni di euro in meno. Pesano soprattutto il ritorno al tetto ordinario dell’imposta di soggiorno, che potrebbe comportare 50 milioni di minori entrate, e i 26 milioni di tagli già previsti dalle precedenti manovre. E non ci sono nuove risorse nazionali per mobilità e sostegno agli affitti.

Così le scelte del governo strangolano le amministrazioni locali, di tutti i colori. Lasciando sindaci e presidenti di regione soli nel prendersi la responsabilità di tagliare servizi essenziali o garantirli con risorse sempre più ridotte.

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