Approfondimenti

Gli inganni della storia e i guardiani della democrazia

Con uno dei manifesti più belli della storia del cinema di questi ultimi anni, un’estetica che richiama mettendo insieme i grandi film del passato e il cinema politico anni ’70, con un’attrice e un attore che quasi tutti amano senza condizioni, un senso civile e sano che non si vedeva da tempo, arriva “The Post”.

“La libertà di stampa è un diritto che consente ai giornalisti di essere i veri guardiani della democrazia”.

Parole di Steven Spielberg, pronunciate a Milano per presentare il suo ultimo film “The Post”, con Meryl Streep e Tom Hanks, rispettivamente nei panni di Katharine Graham e Ben Bradlee, la proprietaria e il direttore del Washington Post. Ambientato nel 1971, prevalentemente nella redazione del WP, nel periodo in cui il quotidiano americano decise di pubblicare la relazione top secret di 7.000 pagine, che raccoglieva le dichiarazioni segrete del Governo Americano sulla guerra in Vietnam. In particolare il documento stilato dall’allora Segretario alla Difesa Robert McNamara “Storia delle decisioni U.S. In Vietnam, 1945-1966”.

Una storia di famiglia quella del Washington Post: un piccolo quotidiano locale che cercava di competere con il più apprezzato Washington Star, ereditato dal padre da Katharina Graham, che lo affidò alla guida del marito fino alla sua morte prematura, per poi riprenderne le sorti con un Consiglio d’Amministrazione conservatore e dagli orizzonti limitati. Poi, con la direzione dell’ambizioso e tenace Ben Bradlee e lo scoop dei Pentagon Papers, deciso con inaspettato coraggio dalla proprietaria, il Washington Post ha intrapreso la strada del successo, con lo svelamento dello Scandalo Watergate, già portato al cinema efficacemente da Alan J.Pakula nel 1976 con “Tutti gli uomini del Presidente” interpretato da Robert Redford/Bob Woodward e Dustin Hoffman/Carl Bernstein e da cui Spielberg prende in prestito l’estetica dell’ambientazione.

Il film mette al centro della storia la lotta per la libertà di informare, dettata dal 1° Emendamento della Costituzione Americana.

Un altro fatto storico che vede coinvolto il Governo Americano, dopo il precedente “Il Ponte delle Spie” e che Spielberg riassume così: “Quando Nixon riuscì a vietare la pubblicazione dei Pentagon Papers sul New York Times, dopo la primissima uscita dei documenti e prima della rivelazione del Washington Post, fu un fatto inaudito. Oggi, con Trump Presidente, ci troviamo in una situazione molto simile a quella di allora, per questo è importante far riemergere quei fatti. I numeri relativi alle violazioni del diritto di informazione, oggi ci dicono che siamo vicini ad allora”.

Infatti “The Post” ha avuto molto sostegno da parte della stampa che ogni giorno lotta contro la disinformazione e a quel continuo definire “fake news” ogni pezzo che non piace a Donald Trump.

Un altro aspetto fondamentale del film è dedicato alla figura di Katharina Graham.

“Questa donna è riuscita a farsi avanti in un momento storico molto maschilista, governato da uomini, tutti bianchi e in cui le donne stavano a casa o facevano al massimo le segretarie, lei è riuscita ad andare avanti, sfidando Nixon e tutto il sistema nonostante le minacce”. Spiega Meryl Streep, descrivendo il suo personaggio. “Katharine Graham è molto importante per questo secolo, ha anche vinto un Pulitzer con la sua biografia. Questa donna dimostra che il coraggio si può apprendere. Noi non lo stiamo insegnando alle nostre ragazze, dobbiamo iniziare a insegnare il coraggio”.

Anche Tom Hanks insiste sulla parola coraggio, che decisamente non mancava al suo protagonista Ben Bradlee e ancora meno a Daniel Ellsberg, colui che aveva in mano i documenti segreti: aveva lavorato con lo Stato e il Governo, era stato in Marina come soldato giornalista e a un certo punto ha deciso di rompere il silenzio trafugando i documenti. Prima passandoli a Neil Sheehan del NYT a cui era stato vietato di pubblicare e poi al WP, che invece ha fatto di tutto per pubblicarli, compresa una battaglia legale con la Corte Suprema, per mettere la verità al primo posto rivelando che quattro Presidenti avevano mentito agli americani sulla guerra in Vietnam. “Il grande Bradlee – dice Tom Hanks – era molto competitivo, si batteva con passione per ottenere non ‘una’ storia ma ‘la’ storia. Nel giugno del 1971 il Washington Post era in competizione con il Washington Star che era il numero uno locale. E l’idea che il New York Times avesse una storia unica faceva impazzire Ben. Una delle scene più divertenti è quando in un incontro del Consiglio del giornale dico ‘Noi siamo gli ultimi a casa nostra’”.

Infine, Meryl Streep ricorda il momento in cui Spielberg le ha mandato la sceneggiatura. “Mancavano sei giorni alle elezioni Presidenziali e questa ci sembrava una storia un po’ datata, ormai superata. Le donne avevano fatto enormi passi avanti, avevamo una donna candidata Presidente che sicuramente avrebbe vinto, l’informazione sembrava essersi liberata. Poi ci sono state le elezioni. Tutto è cambiato e noi ci siamo trovati a riflettere su quanta strada non abbiamo fatto”.

covermd_home

  • Autore articolo
    Barbara Sorrentini
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio mercoledì 14/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 14-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve mercoledì 14/01 18:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 14-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mercoledì 14/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 14-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 14/01/2026 delle 19:47

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 14-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di mercoledì 14/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 14-01-2026

  • PlayStop

    Tentato femminicidio a Moggiò: stabile la 31enne accoltellata dal marito da cui voleva separarsi

    Sarà interrogato domani mattina nel carcere di Monza, Sergio Laganà, l’uomo di 43 anni che nel tardo pomeriggio di ieri ha accoltellato la moglie nel loro appartamento a Muggiò, in provincia di Monza e Brianza. L'aggressione, per cui ora Laganà è accusato di tentato femminicidio, è avvenuta sotto gli occhi del figlio di due anni. La trentunenne è ora ricoverata in terapia intensiva all'Ospedale di Monza e secondo i medici sarebbe stabile. Secondo le prime ricostruzioni Laganà, che nella serata di ieri si è costituito nella caserma dei carabinieri di Monza, l’avrebbe accoltellata più volte al petto perché non accettava che i due si stessero separando. L'intervista di Chiara Manetti a Marilena Arena, la presidente del Cadom di Monza, Centro Aiuto Donne Maltrattate, che opera nella zona.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    Iran. La crisi sociale aggravata dalla siccità e dalla cattiva gestione dell’acqua

    Il regime di Teheran usa l'arma della repressione perché incapace di rispondere ai bisogni della popolazione. Negli ultimi mesi la crisi sociale è stata aggravata da una gravissima siccità. In "A come Asia" Diana Santini ha intervistato Filippo Menga, professore di geografia all'Università di Bergamo.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di mercoledì 14/01/2026

    Il giro del mondo in 24 ore. Ideato da Chawki Senouci e in onda dal 6 ottobre 2003. Ogni giorno alle 19 Chawki Senouci e Martina Stefanoni selezionano e raccontano fatti interessanti attraverso rubriche, reportage, interviste e approfondimenti. Il programma combina notizie e stacchi musicali, offrendo una panoramica variegata e coinvolgente degli eventi globali.

    Esteri - 14-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di mercoledì 14/01 18:33

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 14-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di mercoledì 14/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 14-01-2026

  • PlayStop

    “La diversità è la spina dorsale degli USA”: gli statunitensi The Sophs raccontano il loro debutto

    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di mercoledì 14/01/2026

    C'è una nuova organizzazione politica? E un piano di pacificazione in Turchia? Due appuntamenti, al CSOA Lambretta e alla Camera del Lavoro, se non per darci risposte, per porci le giuste domande. A Lodi, il Festival diffuso Luoghi, Linguaggi, Visioni. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 14-01-2026

  • PlayStop

    Volume di mercoledì 14/01/2026

    I festeggiamenti previsti per il 50esimo compleanno della storica etichetta britannica Rough Trade e il mini live dei The Sophs, band indie rock losangelina in procinto di pubblicare l'album di debutto

    Volume - 14-01-2026

  • PlayStop

    Musica leggerissima di mercoledì 14/01/2026

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 14-01-2026

  • PlayStop

    A volo d'angelo nella guerra dei Balcani al Teatro della Cooperativa

    Michelangelo Canzi e Federica Cottini sono giovani e non hanno conosciuto la guerra sanguinosa che si è consumata nei Balcani, ma hanno condotto approfondite ricerche e fatto sopralluoghi per saperne di più. Ne è nato un testo, firmato da Federica Cottini che ne ha curato anche la regia e interpretato da Michelangelo Canzi, che si cala nei panni di una guida turistica che accompagna gli italiani nei luoghi della guerra in Bosnia. Un personaggio complesso, che restituisce i ricordi della sua gioventù trascorsa fra i combattimenti e i massacri con un lessico di grande attualità. Lo spettacolo è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano e i due giovani artisti sono stati ospiti a Radio Popolare, di Il Suggeritore Night Live e di Cult, dialogando con Ira Rubini.

    Clip - 14-01-2026

Adesso in diretta