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Giuseppe Sala e questa foto

Il sindaco uscente di Milano, Giuliano Pisapia, è andato in televisione poche ore prima di incontrare Renzi per un colloquio che si presume decisivo per sciogliere i nodi delle primarie milanesi ma, di decisivo, non ha detto nulla.

Sembra che il segretario del Pd abbia un argomento formidabile per convincere Pisapia ad accettare che l’ex commissario di Expo 2015 diventi il suo successore: un documento a favore di Sala firmato dalla dirigenza milanese del Pd e da rappresentanti della cosiddetta “società civile” che nel 2011 appoggiarono lo stesso Pisapia.

Che il gruppo dirigente milanese del Pd sia favorevole alla candidatura di Giuseppe Sala non è una novità.

Ieri Pisapia ha usato parole che lasciano spazio all’interpretazione: “a me non risulta che Renzi abbia già scelto Sala”, ha affermato. In realtà Renzi pare molto deciso sul nome del successore.

Quello che Pisapia cercherà di fare, oggi, sarà convincere Renzi ad accettare uno schema che il presidente del Consiglio considera superato: quello del centrosinistra che lo stesso Pisapia definisce “largo, aperto”. Quel centrosinistra non esiste più. In parte per i travagli a sinistra con i tentativi di creare soggetti politici nuovi da parte di Civati e Fassina, con l’addio di Rifondazione e con le divisioni dentro Sel; e in parte per la scelta del Pd renziano di puntare tutto sullo schema del partito a vocazione maggioritaria.

Pisapia, che parla di “decisione da lasciare ai cittadini milanesi di centrosinistra” evoca in maniera indiretta una immagine: la manifestazione del 3 maggio, quando il sindaco guidò un corteo di migliaia di persone che, una domenica pomeriggio, andarono a ripulire le scritte lasciate dai manifetanti anti Expo. Lì assunsero consistenza l’idea e forse la retorica della “Milano civica” di cui parla Pisapia. Già in quel corteo, però, si notava come la partecipazione fosse più ampia rispetto al perimetro del centrosinistra. In prima fila, accanto al sindaco, c’era ad esempio Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio della Regione Lombardia, ciellino, esponente di Ncd.

E, ironia del destino, a guidare Expo c’era Giuseppe Sala.

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    Luigi Ambrosio
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