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“Girasoli d’Ucraina. In fuga dall’invasione”, il graphic novel di Pietro B. Zemèlo

Girasoli d’Ucraina Zemèlo

Pietro Zemèlo è uno sceneggiatore e disegnatore affermato, noto soprattutto per il suo lavoro su Topolino. Un lavoro che stilisticamente ha influenzato anche il suo primo romanzo grafico, dedicato a un tema tanto attuale quanto personale: l’invasione russa dell’Ucraina del 2022. Girasoli d’Ucraina – In fuga dall’invasione, pubblicato prima in Francia e poi in Italia, nasce anche grazie agli appunti che l’autore ha preso nel mese successivo allo scoppio della guerra, quando ha lasciato la sua vita a Kyiv per tornare in Italia, dove accoglierà i suoi cari in fuga. E ripercorre con salti temporali e incroci di punti di vista che si accavallano, con un effetto quasi caleidoscopico, la sua storia e quella della famiglia di sua moglie e dei suoi amici ucraini, tra chi rimane e chi parte.

Fin dall’inizio, l’obiettivo di Zemèlo è chiaro: questa è una storia personale, che non vuole dare lezioni di geopolitica ma che cerca anche e soprattutto di offrire al lettore il punto di vista dell’”ucraino comune”. E riflette su cosa voglia dire dover abbandonare tutto da un giorno all’altro, con il rischio di non poter mai più tornare a casa. È questo timore che spinge ad esempio il suocero, Misha, a non voler lasciare l’appartamento di Mykolaiv nemmeno sotto le bombe. Lui che è nato nel Donbas non era riuscito a tornare a casa nemmeno per seppellire il padre e la cosa lo ha talmente segnato che preferisce vivere nella paura piuttosto che andarsene.

Disegnato con un tratto morbido, quasi disneyano, questo diario a fumetti da spazio alle espressioni e alle emozioni dei personaggi, compresa l’immagine bestiale che hanno dell’odiato nemico russo. Ed è caratterizzato da sfondi abbastanza uniformi, su cui si stagliano dei dettagli più forti e significativi: dalla silhouette delle macerie e delle camionette crivellate di colpi che trasportavano bambini sulla via della fuga dalla guerra, ai girasoli del titolo. Quelli del campo dove Lisa, la moglie dell’autore, andava da piccola a raccogliere i semi da tostare e che oggi sono pieni di mine.

Il racconto si snoda, come dicevamo, alternando flashback recenti a quelli del primo incontro tra Pietro e Lisa, o a quelli di lei, giovane ragazza che parte a studiare in Europa come tanti coetanei mentre sullo sfondo passano le immagini delle proteste di Maidan. Lo fa con delle griglie abbastanza classiche che però, qua e là, si sfaldano e si incrinano. Richiamando la spirale di ansia e di depressione di cui cadono preda i protagonisti. Fino a frantumarsi in mille pezzi o a lasciare spazio a vignette a tutta pagina che mostrano il disorientamento psicologico dei sopravvissuti o gli effetti esplosivi di una bomba. Ma anche la forza di chi, nei tunnel della metro, canta per non cedere alla disperazione.

Nonostante un piccolo espediente letterario, che permette di condensare in un solo personaggio molto irritante insensibilità e ipocrisie occidentali, insieme ad elementi di propaganda russa, facendone un po’ una caricatura, il risultato è un libro sincero e toccante. Che da voce a chi subisce e subirà ancora a lungo le conseguenze di questa guerra.

Girasoli d’Ucraina – In fuga dall’invasione. Di Pietro B. Zemèlo. 192 pagine a colori, Feltrinelli Comics, 22 euro e 80

  • Autore articolo
    Luisa Nannipieri
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    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

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    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

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    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

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