Gioacchino Amico e i suoi rapporti (veri, millantati o presunti) con la politica lombarda

La vicenda del selfie di Giorgia Meloni con Gioacchino Amico, referente del clan camorristico dei Senese in Lombardia, arriva al Pirellone. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Pierfrancesco Majorino ha chiesto che venga convocata la commissione speciale antimafia regionale per chiarire i rapporti tra Amico e i politici milanesi e lombardi. Al momento non risultano nomi nel registro degli indagati, ma in un’informativa del 2023, agli atti del processo Hydra (quello sull’alleanza tra mafia, camorra e ndrangheta sul territorio lombardo) i rapporti tra Gioacchino Amico e i politici lombardi vengono messi nero su bianco.
Sono almeno una quindicina i politici citati e spaziano in tutto il perimetro della coalizione di centrodestra, tra ex e attuali esponenti. Il nome più famoso, quello di Paola Frassinetti, all’epoca deputata di Fratelli d’Italia, oggi sottosegretaria al ministero dell’istruzione, chiamata in causa da Gioacchino Amico in una conversazione in cui ipotizza di presentare una lista per le elezioni comunali di Canicattì. Parlando con un’altra persona, anch’essa indagata, Amico si sarebbe detto pronto a chiamare l’esponente meloniana per avere il beneplacito nell’operazione.
Altri due nomi importanti, entrambi di casa in questo momento all’Europarlamento, entrambi di Fratelli d’Italia, sono Carlo Fidanza e Mario Mantovani. Il primo, il cui nome negli ultimi mesi è stato più volte evocato come possibile candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali lombarde, durante il congresso federale di Grande Nord, dove era stato invitato, dal palco aveva ringraziato per l’invito proprio Gioacchino Amico. Il secondo, passato da Palazzo Madama sponda Forza Italia a Strasburgo, sponda meloniana, viene citato all’interno di un tentativo dei Senese di accaparrarsi la gestione delle mense di alcune Rsa lombarde. Ancora, i rapporti dell’oggi collaboratore di giustizia svariavano anche con politici locali dei partiti del centrodestra. A Cologno Monzese avrebbe avuto contatti con l’allora sindaco, area Lega, Angelo Rocchi; ad Abbiategrasso, con l’ex sindaco Cesare Francesco Nai e con i suoi assessore e e consigliere Flavio Lovati e Francesco Chillico.
Nell’informativa vengono citati anche i rapporti tra Paolo Errante Parrino, referente della mafia trapanese in Lombardia, con Giovanni Sparacia, fondatore di un club di Forza Italia a Gallarate. Infine, ci sono due politiche, ex leghiste, passate poi a Grande Nord, uno dei partiti della diaspora del Carroccio dopo la svolta sovranista salviniana: Silvia Bottichio, responsabile del movimento in Val Camonica, e Monica Rizzi, ex assessora regionale lombarda al turismo.
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