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Gaza, valichi chiusi: “Manca tutto, perfino gli antibiotici”. La ricostruzione non è nemmeno iniziata

16 marzo 2026|Diana Santini
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Gaza, valichi chiusi: "Manca tutto, perfino gli antibiotici". La ricostruzione non è nemmeno iniziata

Mentre Israele pianifica, e forse è sul punto di iniziare, l’annunciata massiccia offensiva di terra nel sud del Libano, nella striscia di Gaza l’inizio della guerra contro l’Iran ha bruscamente interrotto l’avvio del pur fragile processo di pace.

Di nuovo, a Gaza (è il cooperante palestinese Sami a raccontare), manca tutto. L’attacco contro l’Iran ha ripiombato la Striscia nell’incubo da cui, forse con un eccesso di fiducia, sperava di uscire grazie al cosiddetto piano Trump. Da sedici giorni tutti i valichi sono chiusi: non entrano cibo, materiale da costruzioni e medicine e soprattutto non escono i malati e i feriti che erano stati autorizzati ad andare all’estero per curarsi: secondo il Ministero della Salute di Gaza, si tratta di circa 20.000 persone. Tra questi figurano 4.000 malati di tumore e circa 4.500 bambini. I casi salvavita, persone cioè che hanno bisogno di un intervento immediato o urgente, sarebbero 440: ogni giorno arriva notizia di qualcuno che non ce l’ha fatta ad aspettare. La ricostruzione, ovviamente, è ferma: l’80% degli edifici è distrutta, due milioni di persone vivono accampate in balia delle intemperie: l’ultima, nel weekend, una tempesta di sabbia che ha impolverato ogni cosa, tende, giacigli, cucine da campo, cibo. “Di Gaza non sia parla più ma, dal punto di vista umanitario, la situazione è drammatica”, ha denunciato oggi il cardinale di Gerusalemme Pizzaballa. E gli occhi del mondo sono rivolti altrove:


Il servizio integrale:

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