Gaggiano, ciclista ucciso da un Tir. Riparte la strage delle due ruote sulle nostre strade

Aveva 65 anni, si chiamava Sante. Se ne stava tornando a casa dopo una gita in bicicletta nelle zone vicine a Milano, a Gaggiano, hinterland ovest della città, lungo il naviglio Grande. L’urto con l’autoarticolato non gli ha lasciato scampo, ed è morto sul colpo, dopo essere stato schiacciato dalle ruote del rimorchio del mezzo. Il tutto è avvenuto poco prima dell’una di oggi pomeriggio. Il conducente del mezzo, un 37enne, è ricoverato in stato di choc. La dinamica dello scontro, ancora al vaglio degli investigatori, che stanno monitorando le telecamere di sicurezza della zona, sembra essere quella solita, che ha provocato diverse morti sulle strade milanesi. Il mezzo che sta svoltando a destra, senza accorgersi dell’arrivo del ciclista, che finisce nel cosiddetto angolo cieco, quella zona che non viene coperta dagli specchietti retrovisori. A Milano ormai da più di un anno c’è l’obbligo per i mezzi pesanti di essere muniti di sensori per l’angolo cieco, ma in molti paesi dell’hinterland no. L’urto ha fatto sbalzare l’uomo di sella, ed è poi finito sotto le ruote del rimorchio del mezzo, che lo ha schiacciato. È il primo scontro mortale che coinvolge un ciclista sulle nostre strade nel 2026, dopo i 48 del 2025, che hanno segnato un netto aumento di casi rispetto all’anno precedente (34), attestandosi a poco meno di un quarto dei casi a livello nazionale. Un caso, quello di oggi, che riaccende la discussione sulla sicurezza stradale, soprattutto per i cosiddetti utenti deboli.
Continua la lettura


