“Fuori i fascisti dalla città”, Genova in piazza contro Casapound

È stato un corteo duro, di lotta antifascista militante, ma senza incidenti, quello che si è svolto oggi a Genova per chiedere la chiusura della sede di Casapound. Il culmine della protesta all’imbocco di via Montevideo, la strada dove si trova la sede genovese dei neofascisti, blindata da un ingente schieramento di polizia. Fumogeni e petardi lanciati verso il blocco degli agenti, ma nessuno scontro. Per il resto qualche migliaio di persone che hanno risposto alla chiamata del collettivo “Genova antifascista”. Una mobilitazione, non l’unica di questo periodo, per respingere l’ultima provocazione alla città: il convegno per la remigrazione organizzato ieri in un hotel vicino all’aeroporto con i portavoce di Casapound venuti apposta da Roma per l’occasione. Da piazza Alimonda, luogo simbolo e più volte ricordato per i fatti del G8, i manifestanti hanno sfilato per le vie del quartiere la Foce, zona storica della lotta partigiana genovese. Giovani e meno giovani insieme per ribadire che chi diffonde idee d’odio non è benvenuto in città. A maggior ragione dopo la sentenza di Bari, che per la prima volta ha condannato alcuni esponenti di Casapound per ricostituzione del partito fascista. Dopo due ore di musica e slogan lo scioglimento del corteo, ma con una promessa: quella che prima o poi anche l’ultimo covo neofascista sarà espulso dalla città, medaglia d’oro per la Resistenza.
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