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Flotilla: Israele sequestra gli attivisti di 31 barche. Ma il viaggio di altre 100 barche prosegue verso Gaza

18 maggio 2026|Redazione
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Soldati dell'Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla

Stavolta l’abbordaggio è arrivato in pieno giorno: l’esercito israeliano ha attaccato questa mattina in acque internazionali di competenza cipriota la Global Sumud Flotilla. Secondo l’ultimo conteggio degli organizzatori della missione umanitaria 31 barche sono state abbordate, gli attivisti sequestrati e le imbarcazioni abbandonate alla deriva con i motori e le vele distrutte. Gli attivisti denunciano come la guardia costiera cipriota non abbia mai risposto alle richieste di soccorso lanciate delle imbarcazioni. Ecco il racconto che ha fatto ai microfoni di Mattia Guastafierro l’attivista Antonella Bundu, la cui barca è sfuggita per ora alla cattura.

Al momento, come avete sentito, non ci sono certezze sulla sorte degli attivisti catturati: quello che si sa è che sono stati caricati su una nave militare che potrebbe portarli, così dicono i media israeliani, verso la città israeliana di Ashdod. Nel pomeriggio il premier israeliano Netanhyahu ha fatto i complimenti all’esercito per “il lavoro eccezionale” svolto con “efficacia e discrezione”. Tra i sequestrati ci sono almeno 12 italiani, oltre a due cittadini stranieri residenti in Italia. Il ministro degli esteri Tajani ha chiesto la loro immediata liberazione. A questo si limita l’intervento del governo italiano. Sulla Sumud Flotilla c’è anche un parlamentare, il deputato del movimento 5 stelle Dario Carotenuto.

Manifestazioni e presidi in solidarietà con la Flotilla sono in corso in molte città d’Italia. A Milano da piazza della Scala è partito un breve corteo per le vie del centro. A Roma la mobilitazione è ancora in corso: il racconto di Maria D’amico.

Un corteo lungo rumoroso puntellato dai colori della Palestina e di quelli delle bandiere del sindacato USB. È stata la giornata dello sciopero generale di 24 ore che si è conclusa con una mobilitazione cittadina e un corteo che sta attraversando proprio in questi minuti l’Esquilino da piazza dei Cinquecento a piazza Vittorio. ‘Nemmeno un chiodo per guerre e genocidi’ si legge su uno dei tanti striscioni srotolato dai manifestanti – donne e uomini di tutte le età – molti gli attivisti dei collettivi universitari e poi manifestanti pacifisti le donne per la pace. In tanti e tante sono arrivate alla spicciolata all’appuntamento che man mano si è ingrandito fino a un lungo corteo con le tante bandiere rosse. Ad aprirlo il camion di USB con la portavoce della Flotilla che ha aggiornato sulle 25 imbarcazioni sfuggite al blocco di Israele e che stanno puntando ancora verso Gaza. Su una di quelle barca viaggia anche un’infermiera di ‘Sanitari for Gaza”. Un suo collega, un medico in corteo, ha ricordato che la Flotilla vuole portare aiuti sanitari ed umanitari al popolo palestinese, un diritto costituzionale cancellato da Israele, che ha provocato in tre anni la morte di 72.500 palestinesi e la scomparsa di altre 12.200 uomini e donne.

 

E dunque, mentre in Italia si scende in piazza, le ultime venti barche riprendono la navigazione verso Gaza. Gaza dove a questo punto è molto improbabile che arrivino. La situazione umana e umanitaria a Gaza, come ci racconta Fatima, ormai al di là di ogni immaginazione.

 

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