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Fine vita: sui diritti civili Forza Italia parla molto ma poi resta allineato a Meloni e Salvini

13 maggio 2026|Luigi Ambrosio
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Tajani Forza Italia ANSA

A sentire quelli di Forza Italia, ieri al Senato, la discussione sul fine vita in Italia si sarebbe riaperta grazie a loro. Peccato che sia falso. Ieri la conferenza dei capigruppo del Senato è riuscita soltanto a decidere che ci sarà una discussione in aula, il 3 giugno, su una legge che non c’è ancora, nonostante l’invito della Corte Costituzionale a fare in fretta.
Ma Forza Italia non si è discostata dalle posizioni degli alleati: “Il testo da votare è il nostro, al limite con qualche mediazione”.

Nella proposta della maggioranza ci sono elementi che renderebbero il suicidio assistito di fatto inapplicabile per tantissimi italiani, a cominciare dall’esclusione del servizio sanitario nazionale. Se puoi paghi, se no niente. Per le opposizioni questa ipotesi è inaccettabile, quindi un accordo a oggi è impensabile.

Dopo la vittoria del No al referendum Forza Italia ha provato a rifarsi il trucco, rilanciando una linea che si voleva laica e attenta ai diritti civili. Ma alla prima prova concreta, il partito dei Berlusconi non ci pensa nemmeno a differenziarsi dagli alleati della destra su un tema sensibile come il fine vita. Era già successo ai tempi della discussione sulla cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia.

Per settimane Tajani era stato il paladino dei diritti, in nome dello ius culturae. Poi, al momento di trasformare le parole in voti, si era tirato indietro. Ora sembra lo stesso film. Suggellato dalle parole di Marina Berlusconi: “Il centrodestra è parte imprescindibile dell’eredità politica di Silvio Berlusconi”, ha dichiarato. E centrodestra, in Italia, non fa certo rima con liberalismo e diritti civili.

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