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Fine vita al Pirellone, Fratelli d’Italia attacca il presidente Fontana. La destra sempre più spaccata litiga su tutto

Sanità Attilio Fontana ANSA

Lo scontro tra Attilio Fontana e Fratelli d’Italia in consiglio regionale oggi è stato di quelli duri. Che fosse nell’aria era chiaro. E, puntuale, è arrivato. Se e come avrà conseguenze nella maggioranza che guida la Lombardia, sarà da vedere. Certo è che, ancora una volta, la destra in consiglio regionale si è mostrata spaccata e litigiosa. Terreno di disputa, ancora una volta, il cosiddetto fine vita. Fratelli d’Italia non aveva digerito il diniego dell’assessore Bertolaso a riferire in aula sul caso di Serena, la donna cinquantenne, affetta da oltre trenta anni da sclerosi multipla, che ha potuto accedere al suicidio medicalmente assistito grazie all’aiuto dell’Asl territoriale di competenza. E allora, non potendo scagliarsi sul bersaglio principale, ha attaccato, senza mezzi termini, chi quel bersaglio sta difendendo a spada tratta, il presidente Fontana, reo di aver detto che quello fatto dal suo assessore è stato semplicemente quanto previsto dalla sentenza della corte costituzionale. Cosa che non ha affatto convinto i meloniani, che sono andati all’attacco. La distanza col presidente lombardo non è solo nel merito, ma anche nel metodo. “Inaccettabile che mentre i gruppi consiliari stavano dibattendo e mentre si votava la pregiudiziale sul progetto di legge sul fine vita in parallelo la regione andava avanti in direzione opposta”, ha chiosato Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia. Ora la richiesta del maggior gruppo al Pirellone è che la Lombardia si fermi, senza fare nulla in caso di situazioni simili in futuro. Tutto questo, è stato detto di fronte a un Fontana con lo sguardo basso sui fogli che aveva davanti a sé. Seduto al suo fianco, un silenziosissimo Guido Bertolaso. Sottotraccia, lo scontro ormai perenne tra le anime della coalizione di destra per la rincorsa al consenso e il mantenimento del potere.

  • Autore articolo
    Alessandro Braga
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    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

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    A volo d'angelo nella guerra dei Balcani al Teatro della Cooperativa

    Michelangelo Canzi e Federica Cottini sono giovani e non hanno conosciuto la guerra sanguinosa che si è consumata nei Balcani, ma hanno condotto approfondite ricerche e fatto sopralluoghi per saperne di più. Ne è nato un testo, firmato da Federica Cottini che ne ha curato anche la regia e interpretato da Michelangelo Canzi, che si cala nei panni di una guida turistica che accompagna gli italiani nei luoghi della guerra in Bosnia. Un personaggio complesso, che restituisce i ricordi della sua gioventù trascorsa fra i combattimenti e i massacri con un lessico di grande attualità. Lo spettacolo è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano e i due giovani artisti sono stati ospiti a Radio Popolare, di Il Suggeritore Night Live e di Cult, dialogando con Ira Rubini.

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