Iniziative

 

 

Festival Diritti Umani: il coraggio di guardare oltre

Rinunciare ad una parte dei propri diritti in cambio di sicurezza. Quante volte abbiamo sentito esponenti di governi occidentali, commentatori da prima pagina, guru invitati in televisione a proporre questo scambio? Tante, troppe volte.

Proprio in un momento come questo, con il terrore che scardina le nostre certezze, occorre il coraggio di guardare oltre, domandarsi perché tutto ciò sta accadendo e cosa possiamo fare.

Il Festival dei Diritti Umani nasce proprio con questo intento: allargare la conoscenza dei diritti umani negati, calpestati, irrisi ovunque accada; per scoprire magari che succede anche molto vicino a noi.

La storia ci insegna (o ci dovrebbe insegnare) che dove c’è un sopruso nasce anche chi si applica per conquistarlo: spesso sono minoranze, a volte minuscole e marginalizzate, ma la loro è la prima, fondamentale, scintilla. Alzare lo sguardo su loro, valorizzarne i meriti, farle conoscere a sempre più persone è fondamentale, tanto più in un mondo reso piccolo dalla comunicazione digitale.

Il Festival dei Diritti Umani (3 – 8 maggio, alla Triennale di Milano) proverà a svolgere questo ruolo, coinvolgendo soprattutto le scuole ogni mattina, chiamando a raccolta un pubblico più consapevole o semplicemente più curioso ogni pomeriggio e sera.

Documentari, film, dibattiti, perfino un cooking show: un programma pensato per far conoscere i diritti umani senza essere pedanti. E scoprire che ogni diritto conquistato non è tolto a nessun altro, anzi è un guadagno per tutti.

In questo video troverete un assaggio di quello che potrete vedere al prossimo Festival dei Diritti Umani. Per maggiori informazioni: www.festivaldirittiumani.it.

[youtube id=”PFSQd8Hoqfs”]

Danilo De Biasio, voce e firma storica della redazione di Radio Popolare, è il direttore del Festival dei Diritti Umani. Radio Popolare sarà media partner del Festival.

  • Autore articolo
    Danilo De Biasio
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    Sciopero generale dei sindacati di base: contro la manovra di guerra e per la Palestina

    Centinaia di migliaia di persone in 50 città, secondo gli organizzatori, tanti studenti e movimenti per la Palestina insieme ai lavoratori hanno animato le piazze dello sciopero generale indetto unitariamente dalle sigle del sindacalismo di base contro la manovra economica. Una manovra di guerra, condizionata dalla necessità di aumentare le spese militari e che taglia salari e stato sociale, il centro della protesta. A Roma la manifestazione si è concentrata davanti a Montecitorio, molto partecipati anche i cortei di Milano e di Genova, aperto dai lavoratori portuali insieme a Greta Thunberg. A Torino un gruppo di manifestanti a volto coperto ha fatto irruzione nella redazione de LA Stampa, vuota per lo sciopero, lasciando scritte e buttando all’aria materiali di lavoro. Il Cdr e il sindacato dei giornalisti hanno duramente condannato l’atto. A Venezia ci sono state cariche e l’uso di idranti quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere la sede dell’industria militare Leonardo. Le interviste realizzate al corteo di Milano da Martino Fiumi.

    Clip - 28-11-2025

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    Esteri di venerdì 28/11/2025

    1) Tutti gli uomini del presidente Zelensky. Il braccio destro del presidente ucraino, Andriy Yermak, si dimette dopo lo scandalo corruzione. (Chawki Senouci) 2) Impunità e silenzio internazionale. Dalla Cisgiordania a Gaza, il governo israeliano uccide con le armi e con la burocrazia. (Giulio Cocchini - CESVI) 3) Intercettare i migranti ad ogni costo. La Francia, su pressione del Regno Unito, sperimenta nuovi pericolosi metodi per fermare l’immigrazione della manica. (Veronica Gennari) 4) I figli dello stato. Il sistema di protezione dei minori in Francia è in crisi e la proposta di un nuovo disegno di legge apre lo spazio per un dibattito più ampio. (Francesco Giorigni) 5) Spagna, per la prima volta un presidente tedesco rende omaggio alle vittime del bombardamento di Guernica. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Ogni secondo si perde un albero. Mentre l’unione europea rinvia la norma per salvaguardare le foreste, centinaia di specie di alberi sono a rischio estinzione. (Alice Franchi, Martina Borghi - Greenpeace Italia) 7) Mondialità. Il secondo tempo per le guerre commerciali. (Alfredo Somoza)

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