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Europa. Sulle sanzioni a Ben Gvir non c’è accordo: Francia e Italia premono, ma serve l’unanimità

29 maggio 2026|Federico Baccini
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Il ministro israeliano Ben Gvir

Si fa strada a Bruxelles la proposta congiunta di Roma e Parigi di sanzionare a livello europeo il ministro israeliano della sicurezza nazionale Ben Gvir, come conseguenza diretta del trattamento riservato ai membri della flottiglia. Dopo l’annuncio della richiesta da parte del ministro Tajani, un primo confronto è arrivato ieri durante il Consiglio Affari Esteri in formale a Cipro.
La proposta è stata accolta dall’alta rappresentante Ue Kallas, ha annunciato lo stesso ministro italiano, precisando, inoltre, di aver trovato molto consenso tra gli altri Stati membri nel voler punire un atto indegno nei confronti di persone che non avevano commesso alcun reato. Molto consenso, però, non sarà sufficiente quando si arriverà al tavolo delle decisioni informali fra poco più di due settimane, perché il Consiglio Affari Esteri del 15 giugno, quando dovrebbe arrivare la questione delle sanzioni a Ben Gvir, servirà l’unanimità tra tutti i 27 ministri.
La Germania si è chiusa nel silenzio, la Repubblica Ceca ha spesso fatto muro e l’Ungheria anche con il nuovo governo Magyar è difficile che rivoluzioni la propria posizione filo-israeliana. Tajani promette, comunque, di convincere tutti i colleghi a fare un passo avanti. Nel frattempo sono state adottate ufficialmente le sanzioni contro i coloni israeliani estremisti. Questa prima lista comprende quattro entità e tre individui che si sono macchiati di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania, compresa l’integrità fisica e mentale, il diritto di proprietà e di vita privata, la libertà di religione e il diritto all’istruzione.

 

 

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