Erykah Badu & The Alchemist firmano il primo album della settimana della stagione di Volume

Il primo disco della settimana di Volume è un album che ci riporta una delle artiste più amate e più originali della black music, con un progetto completamente inedito e sorprendente.
Lo scorso 28 agosto ha segnato infatti il ritorno discografico di Erykah Badu dopo sedici anni, grazie alla pubblicazione in formato digitale di Before The World Blows: The Abi and Alan Experiment, mentre l’edizione fisica è attesa per l’11 dicembre. Il progetto nasce da un’estemporanea e intensa collaborazione con il producer The Alchemist, uno dei nomi più prestigiosi e apprezzati della scena hip hop contemporanea.
La genesi dell’opera risale al desiderio della cantautrice di cimentarsi al microfono su “The Realest”, una traccia strumentale prodotta da The Alchemist per i Mobb Deep. Da lì è arrivato un primo incontro a Los Angeles e la registrazione del singolo “Next 2 U”, dando il via a una lavorazione durata diciotto mesi, tra California e Dallas.
Il processo creativo ha seguito uno schema particolare: The Alchemist ha fornito le tracce ritmiche e i campionamenti, in seguito meticolosamente destrutturati dalla Badu, che ha arricchito i brani con complessi arrangiamenti vocali e una ricca strumentazione analogica, includendo strumenti come kalimba, mellotron e varie percussioni. Tra il 2024 e il 2025 i due musicisti hanno sperimentato le tracce dal vivo in eventi intimi, rigorosamente senza smartphone, insieme al collettivo The Cannabinoids.
Musicalmente l’album unisce in modo fluido e naturale soul classico e neo-soul, jazz, funk e ritmiche classicamente hip hop, affrontando tematiche che spaziano dall’identità alla memoria, fino al ruolo della donna e alla necessità di preservare i propri sentimenti puri prima che il mondo cada in pezzi. L’affresco sonoro è impreziosito da numerosi ospiti: il sassofono di Kamasi Washington colora di cosmic-jazz la poesia di Black Box, mentre l’estetica cruda di Westside Gunn fa da contrappunto nelle dinamiche di I Just Play a Part, No I.D.. Arricchiscono la tracklist anche le atmosfere di Steve Lacy, le linee di basso di Thundercat, i versi di Earl Sweatshirt e i contributi narrativi e vocali di DRAM, Joi e DJ Creole Princess.
Nelle dichiarazioni che hanno accompagnato la pubblicazione dell’album, Erykah Badu (citata nel sottotitolo come “Abi”) ha paragonato la creazione del disco alla scultura con l’argilla, per come ha trattato la voce come un vero strumento, evidenziando il valore politico e di resistenza insito nel cantare d’amore oggi. The Alchemist (“Alan”) ha definito la collaborazione un traguardo fondamentale per la sua carriera, descrivendo il risultato finale come una “confusione organizzata” capace di fondere e superare i loro DNA musicali per dare vita a un’identità sonora completamente inedita.
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