Elly Schlein si candida a Palazzo Chigi. Per il campo largo è urgente mobilitarsi contro il caro-vita

Ancora prima di un programma comune, l’urgenza che si presenta al campo largo è quella di una risposta unitaria a quello che sta accadendo in queste settimane nelle piazze di tante città. Mentre ieri erano in corso le assemblee e iniziative di ogni partito di questa coalizione, a distanza i quattro leader dell’alleanza si sono mandati messaggi per convocare una manifestazione contro il caro-vita. Quando ancora non si sa, dovrebbe essere, però, prima dello sciopero generale, ma almeno sono stati d’accordo nel battere un colpo subito e insieme. Contemporaneamente, i sindaci di nove città, alcuni presenti proprio all’assemblea del Pd, scrivevano quell’appello al Governo denunciando “la rottura di un patto sociale” nelle città che amministrano. Non c’è tempo da perdere, la destra soffia sul fuoco delle proteste, calcolando quanti voti gli scontri possano garantire nei sondaggi elettorali, mentre l’opposizione si è smarrita in questi mesi dietro al dibattito sulle primarie. Un passo in più, però, si è fatto ieri. Elly Schlein ha annunciato e fatto votare la sua candidatura a Palazzo Chigi. Nessun passo indietro a vantaggio di federatori terzi, lei si candida alle elezioni, “con o senza primarie”, ha detto, un messaggio a Giuseppe Conte che le primarie le vuole e correrà anche lui per arrivare al governo. L’assemblea ha votato l’ordine del giorno che prevede un’unica candidatura, quella della segretaria, in ventisei, i riformisti, si sono astenuti. La corsa, quindi, comincia ed Elly Schlein già delinea la sua campagna: avversaria di Giorgia Meloni, in qualche modo anche lei underdog, “mi dicevano che non duravo sei mesi alla guida del Pd, ha detto, sono ancora qui, l’establishment non vuole una coalizione progressista, ma con me non ci saranno larghe intese”. Il suo profilo è esattamente speculare a quello della presidente del Consiglio, si propone, quindi, come la perfetta avversaria: “donna, quarant’anni, libera e non conforme a tutti gli standard”, aggiunge. Il tempo ora corre, le proteste, le risposte securitarie e repressive del Governo, una manovra economica di scarso respiro impongono l’avvio di una campagna unitaria della sinistra, sulle armi all’Ucraina restano posizioni diverse ma più sfumate, sul resto le priorità sono simili, salari, sanità, diritto alla studio e politiche abitative.
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